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Erboristeria e rimedi naturali: come curarsi con le erbe officinali

Breve storia ed evoluzione dell'erboristeria e delle erbe officinali fino ai moderni estratti per curarsi in modo naturale

05/10/2012 |
Erboristeria e rimedi naturali Le piante officinali, chiamate anche “ I Semplici” o  erbe officinali, sin dai tempi più antichi sono state utilizzate ed apprezzate e molti popoli ne hanno lasciato memoria scritta. Nel papiro di Ebers, che risale al 1550 a. C., gli Egiziani ci hanno lasciato testimonianze delle loro conoscenze erboristiche , che i sacerdoti utilizzavano per scopi curativi e per le pratiche di imbalsamazione dei Faraoni.
Anche Assiri e Babilonesi avevano grande familiarità con le piante medicinali. Ma importanti scoperte furono fatte dai medici arabi, che portarono in Europa piante medicinali fin ad allora sconosciute. Galeno, esimio medico greco vissuto intorno al 200 a. C., ripeteva spesso “Il miglior medico è la natura, perché guarisce i tre quarti di tutte le malattie”.
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Rimedi naturali e e erbe officinali in erboristeria

 

Nel Medioevo la storia un po’ si ferma. Non dimentichiamoci che le donne che curavano con le erbe e che ne conoscevano le proprietà  venivano bruciate sul rogo come streghe ! Dal Rinascimento in poi nuovo impulso a scienza e arte e le scoperte scientifiche furono numerose.

Negli anni a seguire, proprio a causa di scoperte scientifiche rivoluzionarie come l’aspirina o i primi antibiotici preparati in laboratorio, le conoscenze erboristiche sono state accantonate e relegate nell’angolo dei nostalgici. Il fascino del farmaco di sintesi, come un ciclone ha travolto tutti, mandando in soffitta conoscenze millenarie di erbe officinali e rimedi naturali.

Rimedi naturali sicuri

Oggi vi è chi auspica un ritorno alla natura, rivolgendo la propria attenzione a prodotti sicuri, certificati, ed assolutamente naturali. Anche lo studio delle piante medicinali si è avvalso di tecniche moderne, in grado di conoscere i principi attivi presenti, gli effetti benefici sull’organismo, gli eventuali effetti collaterali, senza isolare un principio attivo ma mantenendo il fitocomplesso, poiché è stato visto che la pianta agisce bene quando tutti i principi attivi presenti sono insieme e si combinano tra di loro, come elementi di una orchestra perfettamente armonizzati. C’è anche grande attenzione alle discipline orientali, alla filosofia Zen giapponese, alla medicina indiana, l’Ayurveda, alla Medicina Cinese.

Rispetto all’Occidente queste pratiche mediche vengono definite olistiche, cioè non curano l’organo o il sintomo ma cercano le cause della  malattia in tutto l’organismo, soprattutto a livello mentale, e poi, per la risoluzione del problema, utilizzano solo principi attivi naturali e pratiche di massaggio, meditazione e giusta alimentazione.

Le piante medicinali che oggi possiamo utilizzare per il nostro benessere sono più numerose che nell’antichità poiché, via via nel corso degli anni, si sono affiancate a piante tradizionali mediterranee ed occidentali piante nuove, provenienti dall’Asia, dal continente Americano, dall’Australia. In passato le piante officinali venivano utilizzate sotto forma di decotti, infusi o impiastri mentre oggi possiamo scegliere questo tipo di preparazioni oppure utilizzare formulazioni in gocce, capsule, tavolette, nelle quali il fitocomplesso è titolato e standardizzato. Questo ci assicura che i principi attivi presenti sono sempre gli stessi e così anche il dosaggio necessario.



Rimedi naturali e erbe officinali
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Tra le piante classiche conosciute fin dall’antichità, coltivate spesso nei giardini e negli orti dei conventi, abbiamo il tarassaco, la malva, la menta, l’ aglio.

Tarassaco officinale Il tarassaco, con i suoi fiori gialli e i suoi semi da soffiare è un’ erba presente in tanti giardini. E una pianta alimurgica , cioè si possono sfruttare le sue proprietà anche preparandoci una bella insalata con le sue tenere fogliette. La medicina naturale ne utilizza la radice, dove i principi attivi sono più concentrati, per le sue straordinarie proprietà depurative sul fegato, diuretiche e leggermente lassative.

Anche la malva è presente in tanti orti e giardini. Le sue foglie ed i suoi fiori, ricchi di mucillagini, hanno proprietà  antinfiammatorie , leggermente lassative, anticatarrali, antitussive. Contiene vitamina A, B, C,E e carotene.

La menta é una pianta infestante e resistente; le sue foglie sono ricche di olio essenziale nel quale è presente mentolo. Possiede proprietà espettoranti, carminative ( cioè aiuta ad eliminare gas da stomaco ed intestino ) e digestive.

Un bulbo dalle proprietà impareggiabili è l’aglio. Sempre oggetto di studi scientifici è uno de più potenti battericidi naturali oltre che antisettico, espettorante, ipotensivo. Migliora la circolazione sanguigna e la depurazione del sangue. La tradizione popolare gli attribuisce anche proprietà afrodisiache!

Infine la rosa canina, ricca fonte di vitamina C, da sempre utilizzata nei periodi invernali contro le malattie da  raffreddamento, anche per scopo preventivo.

Le piante “nuove”, che non appartengono alla nostra medicina tradizionale, hanno nomi esotici come rodiola rosea, Camelia sinensis , schisandra, ashwaganda, açai. Vediamo insieme da dove provengono e quali sono i loro usi tradizionali.

Rodiola rosea è una pianticella tenace e resistente che nasce nell’ambiente freddo ed inospitale della Siberia. Tenacia e resistenza che ci vengono trasmesse al momento che si assumono integratori a base di rodiola. In termini scientifici rodiola è un adattogeno, che migliora la resistenza e l’adattamento del nostro organismo ai periodi di stress prolungato, moderando sintomi fisici come bruciore di stomaco e contratture muscolari, e sintomi psicologici quali insonnia o ansia.

camelia sinensis La teanina è un aminoacido che si forma nelle radici dell’albero del te ( Camelia sinensis ) e poi migra nelle foglie , dalle quali è estratta. La maggiore quantità e qualità si ritrova nelle foglie raccolte all’inizio dell’estate. Sembra che tale aminoacido agisca sui recettori dell’acido glutammico, nella corteccia cerebrale, migliorando l’attività cerebrale, la concentrazione e la memoria e riducendo l’affaticamento mentale. Inoltre avrebbe mostrato anche un’attività di potenziamento dei livelli di serotonina e dopamina a livello cerebrale, con un effetto finale rilassante e antistress.

Schisandra e ashwaganda possiedono entrambe proprietà adattogene. Schisandra trova le sue origini in Cina nord-orientale ed in Corea. Oltre all’attività adattogena sembra migliori la funzionalità epatica, favorendo l’aumento dei livelli di glutatione ridotto. Ashwaganda, nota anche come ginseng indiano, viene considerata dalla medicina tradizionale indiana un buon rimedio anche contro i disturbi sessuali, l’insonnia, la bronchite, l’asma e l’ulcera.

Di Açai si parla davvero da poco tempo. Proviene dalla Foresta Amazzonica, è un eccellente antiossidante e la sua ricchezza di  fibre ne fa un prodotto utile anche nelle diete per il controllo del peso ponderale. Dalla foresta amazzonica provengono anche piante più conosciute quali, catuaba, muira puama,suma, tutti considerati, dalla medicina tradizionale del paese d’origine ottimi rimedi nella stanchezza sessuale, afrodisiaci capaci di risvegliare il desiderio anche nei casi più disperati.





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