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Ferro e anemia

Il ferro, ruolo e significato fisiopatologico. Quando è necessario integrare?

27/09/2012 |
Alimenti che contengono ferro SOMMARIO
- Dalla storia al presente
- Ruolo fisiologico nell’organismo
- L’assunzione di ferro alimentare
- Sintomi: anemia da carenza di ferro
- Quando è necessario integrare

L’utilizzo del ferro (dal latino ferrum) risale al lontano passato: Dioscoride (36 a.C – 54 d.C) utilizzava ricette a base di ferro per combattere la dissenteria e i problemi a carico della milza, mentre il più conosciuto Paracelso (1493 – 1541) utilizzava questo oligoelemento per curare le ulcere sanguinanti e l’ anemia dovuta a ipermenorrea o menorragia.
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Proprietà, impiego ed effetti collaterali

Dalla storia al presente
Le popolazioni antiche utilizzavano principalmente l’ossido di ferro che ricavavano dalla ruggine che si formava sugli utensili metallici e che era utilizzata per costituire pomate e unguenti. L’impiego terapeutico del ferro è ancora di grandissima attualità.

Ruolo fisiologico nell’organismo
La carenza di ferro rappresenta il deficit nutrizionale più comune non solo nei paesi sottosviluppati ma anche nei paesi industrializzati ed è considerata la causa principale di anemia.
All’interno dell’organismo il ferro svolge importanti funzioni fisiologiche come il trasporto dell’ossigeno (è il costituente fondamentale dell’emoglobina), il trasporto degli elettroni e la catalizzazione di reazioni biochimiche essenziali per la duplicazione delle cellule. Si stima che l’80% del ferro viene utilizzato per la produzione dei globuli rossi (eritrociti), cellule del sangue che trasportano l’emoglobina.
Quotidianamente il nostro corpo acquista o elimina il ferro. La sua omeostasi è regolata da proteine come la transferrina e la ferritina che sono due proteine in grado di legare questo elemento e impediscono che ne venga rilasciato troppo o al contrario che se ne accumuli troppo con conseguenti danni per l’organismo. L’assorbimento del ferro introdotto con la dieta è regolato principalmente a livello intestinale (nel duodeno) dalle cellule che ricoprono la mucosa che sono in grado di assorbire e accumulare ferro. Tuttavia solamente il 10% del ferro alimentare viene assorbito in situazioni normali. In caso di condizioni patologiche come emorragie, emolisi, difetti nella produzione di globuli rossi ma anche in situazioni non patologiche come gravidanza o accrescimento osseo nell’età dello sviluppo, l’assorbimento aumenta di 3 volte.
Quando i globuli rossi vengono distrutti il ferro viene quasi interamente recuperato dall’organismo. L’eliminazione avviene quasi interamente dalla desquamazione del tratto gastro-intestinale e urinario, attraverso l’urina e il sudore e, nelle donne, dal flusso mestruale.

L’assunzione di ferro alimentare
Le principali fonti alimentari di ferro sono le carni rosse, soprattutto carne equina, ma anche pesce e pollame, anche se in maniera molto minore. Contengono molto ferro i legumi e la frutta secca, mentre generalmente le verdure, la frutta e il latte ne contengono molto poco.

Sintomi: anemia da carenza di ferro
L’ anemia sideropenica, dovuta cioè alla carenza di ferro, rappresenta la manifestazione clinica del deficit di questo elemento. I sintomi clinici più comuni sono: astenia (stanchezza cronica), pallore, difficoltà di concentrazione, vertigini (soprattutto nel passaggio alla posizione eretta), tachipnea (aumento del ritmo respiratorio) e tachicardia (aumento del ritmo cardiaco), cefalea, fragilità delle unghie e dei capelli.
Da un punto di vista clinico si parla di anemia sideropenica quando i valori di emoglobina nel sangue scendono al di sotto di 14g/dl negli uomini, 12 g/dl nelle donne (11g/dl in gravidanza).

Quando è necessario integrare
Generalmente l’apporto alimentare di ferro è adeguato, soprattutto in caso di alimentazione varia e normo calorica. In caso di diete ipocaloriche o regimi vegetariani, l’apporto può talvolta non essere sufficiente, soprattutto nelle situazioni in cui l’organismo ne richiede una quantità maggiore. Generalmente il solo apporto alimentare non è sufficiente nell’età evolutiva, soprattutto se l’alimentazione è costituita prevalentemente da latte, in caso di gravidanza, allattamento, problemi a carico dell’apparato gastrointestinale (sindromi da mal assorbimento, emorragie occulte…). In questi casi è necessario integrare attraverso l’assunzione orale di integratori a base di ferro, per garantire un adeguato apporto di ferro, la normale produzione di emoglobina ed evitare che l’organismo vada in deficit.
Curiosità: La terapia a base di questo oligoelemento essenziale per l’organismo è anche conosciuta come terapia marziale dal pianeta Marte che nei manuali alchemici veniva associato al ferro.






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