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Ipertrofia prostatica, la prostata ingrossata : vediamo come curarla con rimedi naturali

Si dice prostata ingrossata ma termine tecnico è ipertrofia prostatica ed è un problema tutto maschile perchè le donne, la prostata, proprio non ce l'hanno.

23/02/2013 |
rimedi contro la prostata ingrossata Cos'è la prostata?
E' una ghiandola che ha normalmente le dimensioni di una castagna. Si trova al di sotto della vescica e circonda il primo tratto dell'uretra, il tubicino che permette all' urina di uscire all'esterno. All'interno di tale ghiandola si produce un liquido molto importante per garantire la perfetta funzionalità degli spermatozoi.

Perchè si parla di ipertrofia prostatica?
Può capitare, andando in là con gli anni, che la porzione centrale di questa ghiandola si ingrandisca ( appunto diventa ipertrofica).Questo può determinare uno schiacciamento del canale urinario e del pavimento vescicale, che inducono un frequente stimolo alla minzione, soprattutto la notte, e una riduzione di flusso urinario. Praticamente vi è frequente bisogno di urinare ma, all'atto di farlo non viene o i tempi sono molto più lunghi del normale. Molti soggetti riferiscono anche la sensazione di non riuscire mai a svuotare completamente la vescica.
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Nella maggior parte dei casi sono colpiti gli uomini over 50 ma vi sono sport che possono indurre alla comparsa di questo problema anche in soggetti più giovani. Sono gli sport che determinano un continuo schiacciamento della vescica come il ciclismo, l'equitazione, il rally, il canottaggio. Sono soprattutto gli sport praticati a livello amatoriale ad essere i più preoccupanti, poiché spesso praticati con poco controllo medico e in presenza di sovrappeso.

Soluzioni da adottare per stare meglio?
  • Bere molta acqua, almeno un litro e mezzo al giorno, così da diluire le urine presenti in vescica e ridurre il rischio di infezioni alle basse vie urinarie.
  • Aumentare il consumo di frutta, verdura e alimenti ricchi di fibre per migliorare la funzionalità intestinale ed evitare il pericolo di costipazione.
  • Ridurre il consumo di carne, grassi, spezie, fumo.
  • Fare attività fisica, anche moderata.
  • Osservare una scrupolosa igiene a livello genitale.

Quali piante possono aiutare?
In primo luogo il Saw palmetto o Serenoa repens. E' una piccola palma molto diffusa nel sud degli Stati Uniti e se ne utilizza il frutto maturo. Per centinaia di anni i nativi americani hanno sfruttato questa pianta contro infezioni urinarie e problemi prostatici. Studi medici hanno convalidato l'uso popolare. Secondo la dott.ssa Katherine J. Lewis molti studi scientifici avrebbero dimostrato che la Serenoa repens è in grado di ridurre i sintomi dell'ipertrofia prostatica benigna come la minzione notturna e la riduzione di flusso urinario. Uno studio sistematico avrebbe anche evidenziato una comparabilità di efficacia con la finasteride, il farmaco sintetico d'elezione utilizzato in caso di ipertrofia prostatica.

Sembra che anche le donne che soffrono di acne possano avere benefici nell'utilizzo di Serenoa repens. Ma non solo! Sono stati evidenziati effetti positivi nel rinforzare capelli molto fini e favorirne la ricrescita, nel migliorare la produzione di latte materno, nel ridurre la sintomatologia dolorosa delle mestruazioni, nell'aiutare a ridurre le infiammazioni pelviche, nel ridonare un aspetto sano alla pelle con problemi.Alle signore comunque direi, prima di utilizzarlo, aspettiamo ulteriori conferme scientifiche!


Altre piante medicinali che vengono impiegate ai primi sintomi o in caso di lieve ipertrofia prostatica sono la Hypoxis rooperi, che contiene beta-sitosterolo, e la Prunus africana, che contiene il pygeum. Sembra che possano avere azione positiva anche i semi della Cucurbita pepo ( la zucca ) e l'Urtica dioica.

C'è un collegamento tra ipertrofia prostatica e disfunzione erettile?
A dir la verità no. Di solito è un problema mentale, dovuto più che altro alle preoccupazioni dei pazienti. Il problema può nascere quando si cominciano ad utilizzare i farmaci. La finasteride e, in misura minore, la Serenoa repens, possono dare riduzione del desiderio e della funzionalità erettile poichè agiscono bloccando l'azione dell'enzima 5-alfa-reduttasi, l'enzima che converte il testosterone nel diidrotestosterone, il metabolita biologicamente attivo dell'ormone sessuale maschile.

Ciò determina un aumento dei livelli plasmatici di testosterone ed una diminuzione di quelli del diidrotestosterone. In alcuni casi si può manifestare anche eiaculazione retrograda, che consiste nell'immissione dello sperma nella vescica, anziché fuoriuscire dall'uretra. Viene detto orgasmo asciutto. Sono tutti sintomi che però scompaiono con la sospensione della terapia. Nel caso di un intervento chirurgico di asportazione per patologia benigna della prostata non si ha alterazione nella capacità di raggiungere erezioni ma si ottiene una eiaculazione retrograda.

Nel caso in cui si vada invece incontro ad asportazione chirurgica della prostata è purtroppo facile rischiare l'impotenza sessuale, a meno che non vengano mantenuti i corpi cavernosi, indispensabili per l'erezione.





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