Mannosio: proprietà, effetti e controindicazioni

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11/03/2015

Studi in vitro e in vivo hanno dimostrato che il D-mannosio ha la capacità di impedire l’adesione dei batteri patogeni alla mucosa delle vie urinarie

Il D-mannosio, alfa-D-mannopiranoside, è un monosaccaride bioattivo naturalmente presente nell’organismo e abbondante soprattutto nel mondo vegetale (frutti, bacche, alberi). Si presenta sotto forma di cristalli o polvere cristallina bianca di sapore dolce, odore gradevole, molto solubile in acqua. Deve essere conservato in ambiente fresco e asciutto. Il D-mannosio è uno zucchero non calorigeno e non diabetogenico, pertanto può essere assunto da tutte le persone.

Ecco le proprietà del mannosio

Sinonimi: Mannosio, Carrubinosio, alfa-d-mannopiranoside
Fonti naturali: alberi di faggio e betulla, mais, carrube, bacche
Nomi stranieri: ingl. – D-mannose, Mannose, Carubinose

le infezioni alle vie urinarie (Urinary Tract Infections = UTIs) sono generalmente associate ad una sintomatologia nota come cistite che genera dolore e bruciore a urinare: tali infezioni sono spesso causate da Escherichia coli, che normalmente colonizza la regione perianale: per la vicinanza anatomica tali infezioni sono circa 50 volte più frequenti nelle donne che negli uomini.

Fra gli altri microorganismi responsabili vi sono Enterobacter fecalis, Pseudomonas aeruginosa, Enterobacter cloacae, Proteus mirabilis e Klebsiella pneumoniae.

E. coli può risalire le vie urinarie e, mediante la propria struttura filamentosa, aderire ai residui mannosidici delle loro pareti moltiplicandosi. In questa condizione tale batterio tende ad aggregarsi formando un biofilm sulle mucose del tratto urinario, in grado di sviluppare resistenza ai trattamenti antibiotici e ai naturali meccanismi di difesa dell’organismo. Le cellule delle vie urinarie e dei reni tendono inoltre ad inglobare i batteri in vacuoli legati alla membrana cellulare, creando così una riserva responsabile delle frequenti infezioni ricorrenti. 

Effetto antiaderente sulle vie urinarie: recenti studi in vitro e in vivo hanno dimostrato che il D-mannosio ha la capacità di impedire l’adesione dei batteri patogeni alla mucosa delle vie urinarie, limitando di conseguenza la capacità proliferativa dei microorganismi e quindi la progressione dell’infezione: infatti, senza adesione al sustrato, i batteri  hanno una ridotta capacità di riprodursi e al tempo stesso vengono escreti più facilmente senza poter determinare un’infezione. La migliore efficacia si manifesta nei confronti di Escherichia coli, che tende ad aderire alle mucose uro-epiteliali grazie a una serie di strutture proteiche, denominate adesine, situate alle estremità di sottili filamenti (fimbrie) che fuoriescono dalla parete batterica. Questi filamenti esistono di due tipi: tipo 1 e tipo P.

Le fimbrie tipo 1 fortunatamente sono molto sensibili all’azione del D-mannosio: poiché circa il 90% del mannosio ingerito viene escreto in maniera immodificata entro un’ora per via renale, non appena questo zucchero raggiunge una concentrazione sufficiente nelle urine, esso si lega con le fimbrie tipo 1 impedendone il legame con la mucosa urinaria e la conseguente colonizzazione. Le fimbrie tipo P (galattosio specifiche sono invece inibite dalle proantocianidine del Cranberry (Vaccinium macrocarpon): per tale motivo è razionale associare il D-mannosio con estratti di tale pianta al fine di migliorare lo spettro di azione.

Il mannosio può essere somministrato sotto forma di compresse o di cristalli. In quest’ultimo caso è possibile scioglierlo in succo di frutta, latte o acqua.

Per favorire la concentrazione del mannosio nel tratto urinario si consiglia di assumere il prodotto con poca acqua, di non bere entro un’ora dalla somministrazione e di assumere l’ultima dose giornaliera prima di coricarsi. Dopo un’ora dalla somministrazione si consiglia invece di bere molta acqua per ripulire le vie urinarie dai batteri legati al mannosio.


Controindicazioni e effetti collaterali

le ricerche tossicologiche confermano che il D-mannosio NON PRESENTA ALCUNA TOSSICITA'  alle dosi raccomandate.
La somministrazione in gravidanza e nei bambini deve avvenire sotto controllo medico.

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