Andropausa: da problemi alla prostata a calo della libido - Rimedi naturali

L'andropausa non è una condizione come la menopausa ma è comunque un periodo difficile per gli uomini. Vediamo le cause e i rimedi naturali


Postato il: 15/11/2013


L’andropausa è un processo naturale per gli uomini, come per le donne la menopausa. Due processi del tutto naturali e fisiologici, che non si possono prevenire in alcun modo: a ognuno il suo, verrebbe da dire, come natura comanda. La differenza però c’è, perché la menopausa è tassativa per la donna e si colloca in una precisa fase della sua vita, mentre per l’andropausa non esiste una tempistica definita, nel senso che gli uomini non entrano necessariamente in menopausa tra i cinquanta e i sessant’anni, bensì quando la quantità di testosterone nell’organismo inizia a diminuire (in genere dopo i sessanta). E’ infatti il testosterone a fare da spartiacque: se ne viene prodotto tanto, l’uomo è nel pieno vigore, ma se al contrario se ne viene prodotto poco, e sempre meno, significa che l’uomo sta entrando nell’andropausa. Si tratta, come per la donna, di uno squilibrio ormonale che determina il passaggio in una fase più delicata della vita, in cui possono presentarsi molti disturbi e fragilità di vario tipo. Per alcuni si tratta di un scossone netto, per altri di un processo del tutto graduale e non facilmente riconoscibile. Per tutti, i rimedi naturali possono essere di aiuto.

I sintomi dell’andropausa
I sintomi dell’andropausa sono decisamente numerosi e riconducono tutti alla perdita di vigore mentale e fisico. Probabilmente la prima è in parte una conseguenza della seconda, nella misura in cui l’uomo che si sente privato della sua energia sessuale tende a deprimersi, a considerarsi inutile e ‘finito’ da un certo punto di vista. Tanto più che da ‘quel’ punto di vista insorgono poi altri problemi, come le infiammazioni a carico dell’apparato urinario e i disturbi alla prostata, che colpiscono gran parte degli uomini non più giovanissimi. E poi, in un circolo vizioso, allo stress segue il nervosismo, al nervosismo la difficoltà a dormire un numero sufficiente di ore per notte, e così via in un circolo vizioso in cui il fisico e lo stile di vita si modificano in modo irreversibile.
Di seguito proponiamo in forma schematica un elenco dei possibili sintomi dell’andropausa: non è detto che si presentino tutti e nello stesso momento, dipende dalle caratteristiche personali di ogni individuo. In ogni caso sono tutti legati all’abbassamento del livello del testosterone, che è un ormone decisamente fondamentale per il corretto funzionamento dell’organismo maschile.

- Stanchezza
- Caduta dei capelli
- Diminuzione delle energie e del tono muscolare
- Stress e nervosismo
- Tendenza all’incontinenza e all’infiammazione delle vie urinarie
- Calo delle difese immunitarie
- Progressiva fragilità delle ossa
- Calo della libido
- Insonnia o difficoltà a dormire

I rimedi naturali per l’andropausa
La medicina tradizionale suggerisce il ricorso ai trattamenti ormonali per la cura dell’andropausa, in quei casi in cui i sintomi e i disturbi siano davvero seri e fastidiosi per il soggetto. La valutazione è a discrezione del medico, ma esistono anche dei rimedi naturali da affiancare all’eventuale trattamento ormonale o da adottare come misura unica se i problemi sono lievi, come l’affaticamento, la stanchezza, una forma leggera di insonnia. Ne indichiamo in particolare due, i semi di zucca e la camomilla: i primi sono particolarmente utili per la cura della prostata, mentre la camomilla è indicata per il controllo dello stress e degli stati d’animo negativi.


Serenoa repens. La Serenoa è forse il rimedio naturale più impiegato per problemi di età legati alla prostata. Il principale meccanismo è legato alla riduzione della 5-alfa-reduttasi, enzima che viene coinvolto in alcune trasformazioni tra cui quella del testosterone in diidrotestosterone. Ha anche uno spiccato effetto antiestrogenico, dovuto da una diminuzione dei recettori per gli estrogeni, che sembrano essere tra le cause dello sviluppo dell’ipertrofia prostatica.

Camomilla. La camomilla è un rimedio naturale molto conosciuto in veste di calmante, nella classica versione dell’infuso da sorseggiare prima di dormire. Nel caso dell’ansia, dello stress, del nervosismo, della difficoltà a prendere sonno e/o a dormire bene, una tazza di camomilla è sempre una buona soluzione, a maggior ragione perché non presenta effetti collaterali. Come alternativa alla camomilla si possono usare anche la melissa o la valeriana, anch’esse perfette per un infuso che distenda i nervi e rilassi prima di andare a letto. Allo stesso modo, si può sorbire una tazza di infuso con una di queste erbe in qualsiasi momento si avverta la necessità di calmarsi un po’.

Semi di zucca. Un rimedio naturale molto efficace per contrastare molti dei disturbi derivanti dall’andropausa è rappresentato dai semi della zucca. Grazie alla loro particolare composizione, i semi di zucca sono infatti in grado di intervenire positivamente sui problemi della prostata e sugli stati d’animo negativi, entrambi sintomi dell’andropausa per la maggior parte degli uomini.
Per quanto riguarda la prostata, l’aiuto arriva in primo luogo dallo zinco presente nei semi di zucca,  poiché a questo minerale è riconosciuta la capacità di proteggere la prostata, regolandone l’attività. I semi di zucca vantano inoltre proprietà antinfiammatorie, che ancora una volta intervengono positivamente nello stemperare le infiammazioni a carico della prostata in particolare, e delle vie urinarie in generale.
Altri componenti importanti dei semi di zucca sono il triptofano e il ferro. Il primo è un aminoacido coinvolto nella sintesi della serotonina e pertanto utile sia per favorire il buonumore che per agevolare il riposo notturno. L’assunzione dei semi di zucca si rivela quindi utile a 360° per la soluzione dei disturbi dell’andropausa, sia psichici che fisici.

In ambito fitoterapico viene utilizzata la griffonia, che vanta un’azione simile a quella dei semi di zucca per quanto riguarda la stimolazione della serotonina. La griffonia si può assumere in forma di integratore ed è importante non solo per allontanare la negatività, ma anche per attenuare la tendenza alla fame nervosa che a volte colpisce gli uomini nel periodo dell’andropausa. Gli spuntini notturni e in generale l’assunzione incontrollata di cibo non è certo di aiuto in una fase così delicata della vita di un uomo, in cui il rischio di colesterolo alto è sempre in agguato, e in quest’ottica una integrazione (mediata dal consiglio dello specialista) a base di griffonia può essere di supporto per evitare di attaccarsi al cibo in continuazione.


Alimentazione per l’andropausa
L’alimentazione svolge un ruolo importante nel controllo dei sintomi dell’andropausa, soprattutto in veste di energizzante e rivitalizzante. Bisogna soprattutto inserire nel regime alimentare i cibi ricchi di calcio e di ferro, per sopperire al calo delle forze e alla progressiva fragilità ossea. La primaria fonte di calcio è il latte e con esso tutti i latticini, da mangiare il più possibile, compatibilmente con eventuali intolleranze.
Per quanto riguarda il ferro, la carne rossa va consumata con moderazione per tenere sotto controllo il colesterolo, che nel periodo dell’andropausa rischia sempre di diventare troppo alto. Fortunatamente il ferro si trova in buone quantità anche in altri alimenti, come la carne bianca, i legumi e diversi tipi di verdure, ad esempio gli spinaci e i broccoli. In questo caso si ha il duplice vantaggio di nutrirsi con le verdure e di fare una scorta di ferro utile per sentirsi in forma.
Complementare all’alimentazione è l’attività fisica. Se si riesce ad andare in palestra e a svolgere quindi gli esercizi sotto controllo di un istruttore che tenga conto delle caratteristiche fisiche di ognuno è meglio, ma va bene anche una camminata, una semplice camminata a passo sostenuto. L’ideale è camminare ogni giorno, anche per brevi percorsi, e bere molto, sia durante che al termine della passeggiata, in modo da tenere sempre l’organismo ben idratato.


L’andropausa però non presenta repentine alterazioni ormonali: gli ormoni prodotti dall’ipofisi, l’Lh che favorisce la produzione di testosterone e l’Fsh che ha il compito di accelerare la maturazione degli spermatozoi, diminuiscono gradatamente nell’arco di anni. Di conseguenza decresce anche la quantità di testosterone, il principale ormone sessuale prodotto dai testicoli, dal quale dipendono lo sviluppo e il mantenimento dei caratteri sessuali maschili e la produzione degli spermatozoi.
Quando inizia il declino. L’età in cui questo lento processo porta alla sterilità può variare molto: alcuni uomini diventano sterili a 40 o 50 anni, mentre altri rimangono sessualmente attivi e fecondi fino a 80 anni e più.
Quel che è certo è che nell’uomo, dopo i 60 anni, si verifica un rallentamento del metabolismo delle proteine e dei lipidi dovuto all’invecchiamento, una riduzione dell’apparato circolatorio che ha un ruolo fondamentale nel rendere possibile l’erezione e una progressiva insensibilità dei recettori periferici che, stimolati durante l’atto sessuale, servono a provocare l’erezione.