Dolori articolari: cause e rimedi

Vediamo quali sono le cause e i rimedi naturali utilizzabili contro i dolori articolari e muscolari.


Postato il: 09/08/2013


L’articolazione è da considerarsi sostanzialmente il punto di giunzione tra le ossa e nello scheletro si possono distinguere articolazioni immobili ed articolazioni mobili. Sono queste ultime che permettono il movimento di questa struttura fondamentalmente rigida che è appunto lo scheletro, ed è a carico delle articolazioni mobili che si possono verificare le patologie infiammatorie e/o degenerative che causano i dolori articolari.

Erbe officinali e rimedi naturali

L’articolazione è composta da i capi articolari (le parti terminali delle ossa che si “congiungeranno” a formare l’articolazione), dalla cartilaginee dalla capsula articolare (che rivestono e stabilizzano i capi articolari), dai legamenti articolari  (che rinsaldano la capsula articolare) e da una cavità articolare (lo spazio tra le ossa e la capsula che lo riveste) riempita dal liquido sinoviale che nutre e lubrifica la cartilagine. E’ più facile adesso comprendere come qualsiasi danno, ad uno soltanto dei componenti di questo “prodigio di ingegneria meccanica”, possa intaccare il delicato equilibrio che permette di muoverci quotidianamente senza problemi.

Ma i problemi come ben si sa sono sempre dietro l’angolo, e che siano dovuti a forme influenzali o infettive, a forme reumatiche o a sovraccarico da lavoro delle articolazioni, a stress di tipo sportivo o a semplice degenerazione senile, i dolori osteo-articolari, genericamente definiti artralgie, costituiscono la causa più frequente di ricorso al medico di famiglia.

In riferimento al fattore scatenante - in grandi linee - i dolori articolari possono essere individuati come associati ad artrosi e/o ad artrite.
Nel caso dell’artrite questo è un processo infiammatorio che può essere di tipo cronico o acuto, dovuto a cause infettive (scarlattina, tubercolosi, infezioni da pneumococco o gonococco), o reumatiche come nel caso dei reumatismi articolari acuti o nell’artrite reumatoide.

Quest’ultima, molto invalidante, è causata da una infiammazione ad origine autoimmune del tessuto connettivo, che si presenta il più delle volte con danno permanente dei capi articolari e versamento liquido nelle articolazioni con conseguente gonfiore.

L’artrosi non presenta infiammazione bensì è un processo degenerativo delle cartilagini (con frequente deformazione anche dei capi articolari), che si presenta di solito dopo i 50 anni soprattutto nelle donne, e che può considerarsi la conseguenza di un fisiologico processo di invecchiamento delle strutture cartilaginee che con il tempo tendono ad usurarsi. Tale usura è spesso incentivata dall’ esecuzione di lavori pesanti, sport pesanti e/o usuranti le articolazioni, e dalle brusche variazioni di peso, che senza un adeguato supporto muscolare di accompagnamento possono sovraccaricare le articolazioni.
Ma come ben sappiamo ad ogni male c’è un rimedio e la natura nel corso del suo evolversi anche per questo tipo di problemi ha fatto sì che una serie di soluzioni fossero nascoste in essa.

Bisogna solo sapere dove andare a cercarle ….. e noi ne suggeriamo qualcuna veramente molto efficace.






Artiglio del diavolo
Come già ampiamente descritto nell’ articolo monografico interamente dedicato a questa pianta erbacea rampicante originaria del Sud Africa, tenendo conto anche delle limitate controindicazioni e della ricca bibliografia a supporto della sua indiscussa efficacia, l’Artiglio del diavolo è da annoverare tra i rimedi fitoterapici elettivi nel trattamento sintomatico dei dolori articolari. Che siano questi ultimi, correlati ad affezioni reumatiche (1) e/o degenerative (2), o relative ad artrosi dell’anca e del ginocchio (3), questo fitocomplesso, si è mostrato anche sotto rigida verifica sperimentale clinica sempre efficacemente risolutivo. Alle conosciute proprietà antinfiammatorie (4), l’Artiglio associa infatti buone capacità analgesiche (5) e, soprattutto grazie alla inibizione dei fattori pro infiammatori e di degradazione cartilaginea, un’azione condroprottettiva rilevante (6). “Dulcis in fundo”….. a coronamento delle molteplici virtù fin qui  illustrate, ricordiamo la sua ricchezza di contenuto in sostanze antiossidanti tra le quali i flavonoidi (7) ,che permettono di esaltarne la già citata efficacia antinfiammatoria.

MSM ( MetilSulfonilMetano )
Non facciamoci spaventare dal suo nome per esteso, bensì abituiamoci a fare di questo un amico fidato, in quanto non è altro che la più comune forma organica naturale dello zolfo, e che insieme al DMSO (DiMetil SolfOssido) ed al DMS (DiMetil Solfuro) caratterizza più dell’ 80 % dello zolfo che si trova nelle strutture viventi siano esse animali che vegetali. Composto naturale per eccellenza, è una sostanza a tossicità simile a quella dell’acqua (8) ma dalle “proprietà miracolose”, tanto da meritarsi nel 1999 la pubblicazione in America di un libro ad esso interamente dedicato dal titolo “ Il miracolo MSM: la soluzione naturale per il dolore”, nel quale si descrivono dettagliatamente 20 anni di esperienze cliniche nelle quali più di 18.000 pazienti che soffrivano di dolore cronico sono stati trattati con successo con supplementazioni giornaliere di MSM dal dott. Jacob e dai suoi collaboratori. Studi su pazienti con osteoartrite del ginocchio a cui sono stati somministrati 3 gr. 2 volte al giorno di MSM per 12 settimane hanno dato ottimi risultati (9).

Attraverso sperimentazioni in vitro sono state dimostrate le sue capacità antinfiammatorie ed antiossidanti (10), e seppur in fase di successivo approfondimento esistono già studi che ne descrivono l’utilizzo clinico nel trattamento delle osteoartriti  con buoni risultati (11).
Il dosaggio orale giornaliero efficace e sicuro è spesso contenuto nell’ambito di 1 – 3 gr. (con dosi consigliate indicative non superiori ad 1 gr.) ed i primi risultati apprezzabili si ottengono nell’arco di 4 settimane di assunzione.
E se anni fa il noto attore James Coburn (a suo dire) solo grazie all’utilizzo dell’MSM e di terapie naturali è riuscito a guarire dall’artrite reumatoide, che lo invalidava al punto da impedirne le sue normali attività, perché non provare anche noi questo rimedio a rischio zero?

Boswellia
Albero originario del nord-est dell’India, nella medicina ayurvedica è da tempo utilizzata per la risoluzione di gran parte delle patologie a carattere infiammatorio, siano esse osteoartriti di vario genere, artrite reumatoide o spondiliti cervicali. Di quest’albero si utilizza principalmente una “gommoresina” da questo estratta, particolarmente ricca interpeni ed acidi boswellici che ne caratterizzano il principio attivo. Il meccanismo d’azione di questi ultimi ed in particolare degli  acidi keto-beta-boswellico (KBA) ed acetil-cheto-beta-boswellico (AKBA)  è principalmente legato alla capacità di inibire selettivamente l’attività dell’enzima (5-lipossigenasi) responsabile della sintesi dei leucotrieni, che come già altre volte descritto, sono i principali mediatori dei processi infiammatori (12). Il KBA ed l’AKBA hanno inoltre la capacità di inibire le elastasi enzimi proteolitici che distruggono il tessuto elastico che costituisce gran parte delle strutture coinvolte nel processo infiammatorio articolare (13).
Di importante supporto nella sua efficacia contro le infiammazioni articolari è poi la sua attività antiossidante ed antiaggregante anch’essa sperimentalmente dimostrata (14), nonché le confermate proprietà immunomodulanti che risultano fondamentali nelle patologie articolari degenerative a carattere autoimmune (15). Infine è da ricordare che la Boswellia serrata, anche ad alti dosaggi, non dimostra la spiccata attività ulcerogenica tipica dei farmaci antinfiammatori non steroidei (FANS),mostrandosi così in genere più sicura; gli effetti collaterali relativi al suo utilizzo possono essere in rari casi leggere nausee e/o diarree. Generalmente il dosaggio per un trattamento efficace delle osteoartrosi è di 200-400 mg. per tre volte al giorno per almeno un mese di trattamento. Ottimi risultati  sperimentali per la risoluzione dell’artrosi del ginocchio si sono ottenuti con l’assunzione di 333 mg di estratto secco per otto settimane (16).Ricordiamo che  bisogna comunque sempre indirizzare le proprie scelte d’acquisto verso prodotti titolati per poter  controllare le quantità di principio attivo assunto, e nel nostro caso questo deve essere un estratto a contenuto tra il 30 ed 65% di acidi boswellici.    
              
Perna Canaliculus
Non possiamo concludere questo primo viaggio alla scoperta dei rimedi naturali più sicuri ed efficaci contro i dolori articolari senza una citazione ad uno dei “rimedi alimentari” più efficienti, che ha origine nelle abitudini alimentari dei Maori della Nuova Zelanda. Perna Canaliculus conosciuto anche come mollusco dalle labbra verdi è una speciale cozza dal caratteristico colore verde che ha catturato l’interesse dei ricercatori circa quarant’ anni fa: questi avevano curiosamente notato, che i Maori nati e vissuti nelle zone costiere avevano un’incidenza di problemi articolari molto più bassa rispetto al resto della popolazione. Ad una più approfondita indagine risultò che la differenza risiedeva nel differente consumo alimentare di questa speciale cozza. Il suo segreto è racchiuso nell’alto contenuto in acidi grassi essenziali omega-3, ma soprattutto in glicosamminoglicani, 18 l-amminoacidi e vari minerali, tutte sostanze a capacità antinfiammatorie (17) fondamentali per il benessere, la rigenerazione ed il mantenimento del tessuto connettivo e quindi delle nostre cartilagini articolari. La sua integrazione alimentare inoltre migliora la viscosità del liquido sinoviale e favorendone l’espulsione, rallenta la deposizione di acido urico nelle articolazioni migliorandone il loro stato. Di recente infine si è scoperto che agisce anche inibendo la sintesi di alcune prostaglandine (tipici mediatori dei processi infiammatori) e dei leucotrieni (18). Gli effetti benefici dell’utilizzo di Perna Canaliculus in numerosi studi sono stati registrati a partire  dalle 2 – 4 settimane di trattamento (19). Per finire è da tenere in giusta considerazione la quasi totale assenza di effetti collaterali limitati a flatulenza e nausea; alcuni dati sperimentali suggeriscono per contro che il suo utilizzo possa aiutare a ridurre le irritazioni gastrointestinali (20).
Ecco forse svelato uno dei segreti di invincibilità dei mitici All Blacks del rugby mondiale: una cozza …… il cui estratto liofilizzato e titolato è bene rientri nelle integrazioni alimentari di chi tiene a cuore le proprie articolazioni.

Glucosamina solfato
Aminozucchero presente naturalmente nel nostro organismo può essere considerato il punto di partenza per il buon funzionamento e/o l’eventuale “riparazione articolare”. Questa sostanza (che può essere ricavata dai crostacei marini) oltre che svolgere una funzione immunomodulatrice, stimola la sintesi di proteoglicani, sostanza basilare per le cartilagini, inibisce l’attività delle collagenasi che sono enzimi ad attività condrolesiva (“consumano la cartilagine”) e stimola la produzione di acido ialuronico, componente principale del  liquido sinoviale, che è da considerare il “lubrificante naturale” delle nostre articolazioni. E’ facile comprendere che carenze di questa sostanza nel nostro organismo si traducono in una non efficiente  funzionalità articolare, e quindi una sua reintegrazione nutrizionale risulta fondamentale per contenere e/o  migliorare tutti i processi degenerativi osteoarticolari (1), tanto da far registrare in alcune sperimentazioni cliniche miglioramenti sia nella mobilità articolare che nell’attenuazione del dolore in misura superiore al farmaco sperimentato ma in assenza di effetti collaterali associati (2). Nell’ultimo decennio sempre più numerose conferme sono poi arrivate sull’efficacia della supplementazione di glucosamina solfato nella terapia a lungo termine dell’osteoartrosi (3), con risultati che si protraggono nel tempo (4). Infine questa sostanza, riguardo alla sintomatologia espressa nell’artrosi del ginocchio si è dimostrata molto efficace anche con somministrazioni protratte per soli 6 mesi (5), eleggendolo tra i “farmaci” di prima scelta  per il controllo primario di questa patologia. Quasi totalmente privo di effetti collaterali, se ne  consiglia l’assunzione durante i pasti per minimizzare gli eventuali disturbi intestinali ad esso associati; se ne sconsiglia l’uso agli individui allergici ai crostacei, ed a quelli in trattamento con anticoagulanti ed affetti da diabete II. L’assunzione è sempre da effettuare in seguito a consultazione medica preventiva. La quantità efficace giornaliera, testata nella maggior parte degli studi europei condotti nell’ultimo decennio, è di 1500 mg.

Condroitin solfato
E’ insieme alla glucosamina (rispetto alla quale svolge un azione antinfiammatoria più marcata, [6]) il principale costituente delle cartilagini. La funzione principale è quella di formare all’interno della cartilagine legami con le fibrille di collagene rendendole più idratate ed efficienti. Possiede inoltre anche esso  un effetto inibitorio nei confronti degli enzimi che degradano la cartilagine e stimola la sintesi di nuovo collagene; inibendo la sintesi di monossido d’azoto riduce inoltre infiammazione e dolore. Molto efficace nel trattamento delle  osteoartriti a carico di diverse articolazioni (7, 8, 9 ) è spesso utilizzato come supplemento nutrizionale anche per accelerare la risoluzione di traumi articolari dovuti ad attività sportiva. Anche per questa vale quindi l’eguaglianza, più sostanza a disposizione dell’organismo = maggior benessere per le nostre articolazioni. Data la sua scarsa tossicità può essere utilizzato senza subire gli effetti collaterali tipici dei FANS abitualmente utilizzati; le controindicazioni sono le stesse già descritte per la glucosamina (ad eccezione dei fenomeni allergici). Il dosaggio efficace più utilizzato è di 800- 1000 mg. al giorno.
Le sperimentazioni, vista l’efficacia di queste ultime due sostanze negli ultimi anni, si sono sempre più concentrate sulla somministrazione anche congiunta di condroitina e glucosamina per poterne sfruttare al meglio sinergicamente le proprietà (10, 11, 12); in genere gli effetti benefici persistono anche per circa un mese dopo la sospensione della terapia, che il più delle volte prevedeva l’assunzione giornaliera di 1500 mg di glucosamina solfato e 800 – 1200 mg di condroitin solfato.

Curcuma
Chiamata anche Zafferano delle Indie o  rizoma turmerico, la Curcuma è una pianta erbacea coltivata in India e Pakistan e molto usata nella cucina indiana e cinese (è uno dei 4 componenti fondamentali del curry). Molto nota alla medicina ayurvedica nell’ambito della  quale vanta applicazione oramai millenaria, anche nella medicina occidentale negli ultimi decenni ha imposto la sua presenza terapeutica tanto da registrare nel solo 2006 più di 200 indicizzazioni sulla U.S. National Library of Medicine. Il principio attivo di colore giallo-arancio  è la curcumina, isolata nel 19° secolo e studiata nella sua composizione chimica nei primi anni ’70 (13), durante i quali si sono avuti i primi riscontri sperimentali della sua efficacia sia riguardo alle infiammazioni acute che a quelle croniche (14), nonché della sua specificità antiartritica (15), poi confermata negli anni (16,17). La sua efficacia è dovuta alla capacità di inibire i leucotrieni (18), le prostaglandine (19) e non da meno sono da considerarsi per la sua attività antinfiammatoria, le proprietà antiossidanti (20) conferite  dalla presenza di caroteni, flavonoidi e vitamina C,  fondamentali per preservare “ il logorio cellulare”.  La curcumina inoltre stimola le ghiandole surrenali favorendo la secrezione di “cortisone naturale”  e riducendo in tal modo gli stati infiammatori già esistenti, tutto senza effetti collaterali. Ottima la sua azione immunomodulatrice (21) ad accrescere ulteriormente la sua efficacia in quelle malattie infiammatorie a carattere autoimmune.
Riguardo alla quantità terapeutiche efficaci uno studio pubblicato nel 2009 ha dimostrato che pazienti affetti da osteoartrite del ginocchio hanno ottenuto benefici in seguito a trattamento orale con  2 gr. di rizoma turmerico al giorno assunto per sei settimane (22).
Sperimentazioni cliniche sull’uomo dimostrano che quantità di 1-8 gr al giorno (23) e 10 gr.al giorno (24) risultano comunque non tossiche.
Non possiede effetti collaterali di rilievo, ma essendosi rivelata una sostanza alimentare dalle molteplici attività terapeutiche (molte ancora da approfondire), è bene ricordare che non va assunto da individui in trattamento con insulina (in quanto ha proprietà ipoglicemizzanti) (25), in trattamento con warfarin, ed aspirinetta e/o cardioaspirina, in quanto può potenziare gli effetti di questi farmaci anticoagulanti ed antiaggreganti piastrinici, ed in quelli in trattamento con antiacidi  (lansoprazolo, omeprazolo ecc.) perché aumenta la secrezione acida gastrica.

Withania Somnifera (Ashwagandha)
Dopo averla già incontrata tra i rimedi consigliati per il mal di testa, ritroviamo questa pianta legnosa diffusa in Asia orientale, India, Africa e nell’area del mediterraneo dove cresce spontanea anche in Sicilia e Sardegna. Molto impiegata anch’essa nella medicina ayurvedica indiana come tonico ed adattogeno  (è chiamata anche ginseng indiano), se ne utilizzano in particolare le foglie e le radici, molte ricche in principi attivi tra i quali i due witanolidi principali witaferina A e witanolide D, e diversi alcaloidi (26). I witanolidi sembra agiscano come precursori ormonali che all’uopo vengono convertiti nei corrispettivi ormoni attivi, e sinergicamente le riconosciute capacità antiossidanti della pianta (27,28) vanno a tutto beneficio della sua attività antiinfiammatoria. Tale attività negli ultimi anni è andata sempre più affermandosi (29) grazie anche alla conferma ottenuta su modelli sperimentali di studio (27,28) nei quali si è potuta riscontrare una grossa risoluzione in particolare nei pazienti affetti da osteoartrite in seguito all’assunzione di  4-9 gr. di radice secca per 3-4 settimane.
L’utilizzo di questa pianta è sconsigliato nei soggetti in trattamento con antipsicotici ed antidepressivi; anche se non pienamente provata la sua capacità di incrementare gli ormoni tiroidei va prestata attenzione nell’utilizzo in soggetti a rischio.

A tal proposito chiudiamo questa carrellata sui rimedi naturali contro i dolori articolari ricordando che preparati contenenti più di un fitoterapico, ognuno attivo sinergicamente con gli altri nella formulazione, si sono rivelati spesso molto risolutivi. Un esempio è dato dalla sperimentazione di una formulazione erbominerale contenente radice di Withania somnifera, Boswellia serrata, rizomi di Curcuma longa e un complesso di zinco somministrato per 6 mesi a pazienti affetti da osteoartrite, che ha dato come risultato finale una significativa riduzione del dolore e miglioramento della funzionalità articolare (30).
Altrettanto buoni sono i riscontri ottenuti con la somministrazione di una formulazione contenente ashwagandha, curcuma, boswellia, e zenzero che somministrata per 4 mesi in soggetti con artrite reumatoide ne ha ridotto in più del 50 % il gonfiore articolare.

E a tavola?
Come ben sappiamo fondamentali sono i grassi Omega 3, e quindi molto può fare nel rallentare ma soprattutto coadiuvare nella restituzione del benessere alle articolazioni, un integrazione alimentare supplementare di pesce tra i quali tonno, merluzzo, e/o salmone. Gli ortaggi “colorati” come  cavolo rosso, zucca, caroteMai dimenticare le fibre ed i cereali integrali,  ed assumere un buon complesso di vitamine e di sali minerali che renderanno le nostre”strutture portanti” più efficienti.
Meglio evitare gli eccessi nel consumo di carne rossa che con il suo elevato contenuto di grassi saturi può generalmente favorire tutti i processi infiammatori; infiammazioni che risultano favorite anche da tutti quegli alimenti che possono eventualmente acidificare l’organismo (caffè,insaccati, pomidoro, peperoni). Carne sia fresca che conservata, uova e formaggi stagionati inoltre essendo ricchi in acido arachidonico, favoriscono la biosintesi di prostaglandine, che come oramai sappiamo sono i precursori per eccellenza dei processi infiammatori.
Ovvio, ma sempre utile da ricordare è che l’eccessiva sedentarietà non aiuta a tener giovani le nostre giunture ed inoltre accompagnandoci lentamente verso il sovrappeso costringe queste ultime, a dover portare in giro nel nostro quotidiano un fardello maggiore, affaticandole ulteriormente.
Anche la prevenzione dei dolori articolari si fa anche con un’alimentazione equilibrata accompagnata da una moderata ma costante attività fisica.

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