Problemi di forfora? ecco alcuni rimedi naturali

La forfora si presenta sul cuoio capelluto con scaglie bianche. Si tratta di un problema assai diffuso e difficilmente risolvibile se cronico. Ecco alcuni rimedi naturali.


Postato il: 14/02/2013


Definita scientificamente “Pityriasis Capitis” già nel secondo secolo d.C. dal medico greco Galeno di Pergamo nella sua “Opera Omnia” ,la forfora è una eccessiva desquamazione del cuoi capelluto.

Forfora grassa e secca: quali rimedi ?

Normalmente in tutti gli individui si verifica un naturale ricambio delle cellule dello strato corneo dell’epidermide; questo turnover comporta una fisiologica desquamazione e quindi la formazione quotidiana di piccoli aggregati di cellule impercettibili ad occhio nudo.
La forfora, invece, insorge quando questo ricambio avviene molto più rapidamente rispetto alla normalità; ciò comporta una eccessiva desquamazione (non più fisiologica) di queste cellule che tendono a raggrupparsi formando squame di colore bianco-grigiastro di notevoli dimensioni localizzate in chiazze o diffuse su tutto il cuoio capelluto. Questa vera e propria patologia si manifesta di solito verso i 25-30 anni, tende a migliorare verso i 50 e sembra colpire maggiormente il sesso maschile. Generalmente è accompagnata da un fastidioso prurito, dall’eccessiva produzione di sebo, da arrossamento e da un antiestetico “effetto neve” spesso causa di disagi psicologici.

Due forme: Forfora secca e Forfora grassa
La forfora secca chiamata “Pitiriasi sicca o semplice” si presenta sotto forma di piccole e sottili squame grigio-bianche che ricoprono l’intero cuoio capelluto che appare così facilmente irritabile. Ciò comporta, in genere, il grattare e la successiva caduta delle squame di varia grandezza ben visibili sui vestiti! Questo tipo di forfora che di solito non comporta molto prurito e nemmeno una eccessiva caduta dei capelli, è più frequente nei mesi invernali, si attenua durante l’estate e sembra dipendere molto dalle condizioni psico-fisiche dell’individuo. In particolare lo stress può influire negativamente sulla secrezione sebacea del cuoio capelluto aggravando chiaramente il disturbo.
La forfora grassa o “Pitiriasi steatosica” , a differenza della precedente, si presenta sotto forma di squame piuttosto grandi, giallastre ed untuose che aderiscono al cuoio capelluto o si ritrovano spesso tra i capelli trattenute dall’eccesso di sebo. Questo tipo di forfora, in genere, è associata ad una lieve “dermatite seborroica” , pertanto il cuoio capelluto si presenta eritematoso ed arrossato; ciò comporta un prurito molto più fastidioso ed intenso ed una eccessiva tendenza alla caduta dei capelli a causa di un ambiente ostile alla loro crescita.

Scopriamo le cause
Sebbene l’origine del problema non sia ancora ben chiara, alcuni studi dimostrano che i soggetti affetti da forfora presentano piccoli focolai infiammatori intorno ai vasi sanguigni sotto l’epidermide del cuoio capelluto. Sarebbero gli stessi mediatori dell’infiammazione che liberati per difendere l’epidermide danneggiata, provocherebbero un’ alterazione del ricambio delle cellule della stessa; queste aree pertanto si modificano e le cellule dello strato corneo tendono a crescere più in fretta, senza maturare adeguatamente e formando così desquamazioni sempre più ampie ed evidenti ad occhio nudo.
Per alcuni studiosi tale infiammazione sembra imputabile ad un fungo, il Pityròsporum ovalis, che di solito è già presente tra i microrganismi che popolano il cuoio capelluto. Pare che questo micete sia capace di scindere i trigliceridi del sebo in acidi grassi liberi, questi a loro volta sono in grado di provocare la formazione di nuovi focolai infiammatori e quindi l’accelerazione del ricambio cellulare alla base di questo fastidioso disagio.
Per altri studiosi, invece, il fungo non sarebbe responsabile della patogenesi della forfora, ma al contrario un cuoio capelluto con pitiriasi costituirebbe un terreno favorevole al suo sviluppo!
Per altri ancora, la comparsa di questo disturbo sembra collegata a: disordini alimentari (come problemi di digestione o di metabolismo dei lipidi) , a problemi di tipo psicologico come ansia e stress, ed a squilibri ormonali di tipo androgeno.

Cosa fare in questi casi? Chiediamo aiuto alla nostra “ amica natura”!
Nella maggior parte dei casi la forfora si manifesta come un disturbo cronico che può essere arginato utilizzando prodotti cosmetico-farmaceutici specifici e suggeriti da un medico specialista.
Vengono prescritti soprattutto shampoo,balsami e lozioni antiforfora con principi attivi ad azione antibiotica, antifungina e antiproliferativa (come ketoconazolo, zinco piritione, distillati di catrame e solfuri di selenio) insieme a principi attivi ad azione cheratolitica-esfoliante (come l’acido salicilico) , accompagnati da tensioattivi che facilitano la rimozione del sebo e da sostanze che completano l’azione cosmetica.
Tuttavia è chiaro che si ricorre ad un approccio terapeutico di questo tipo quando il disturbo forfora si delinea come una “patologia” severa e problematica, difficile da tenere sotto controllo con altri medicamenti.
Ma prima che ciò avvenga, è possibile risolvere o alleviare questo fastidioso “grattacapo” , mantenendo il cuoio capelluto in ottima salute in modo da evitare che gli effetti della forfora possano danneggiare lo strato corneo o lo stesso bulbo del capello.
Dopo un’accurata ed interessante analisi, ho raccolto 3 utili e pratici “rimedi naturali” che attentamente seguiti possono aiutarci a combattere la forfora giornalmente.

1) In primo luogo privilegiamo una “alimentazione equilibrata e corretta” per migliorare la salute dell’epidermide del cuoio capelluto affetto da questo problema.
Molti nutrizionisti, per attenuare questo disturbo, suggeriscono di consumare più fibre come frutta e verdura fresca ricche di antiossidanti, vitamine ( la vitamina B6 regolarizza la produzione di sebo) e sali minerali; in particolare pare che le foglie del cavolo, poste per circa 30 minuti sulle zone interessate, siano in grado di assorbire il sebo in eccesso, riducendo l’infiammazione delle ghiandole sebacee e nutrendo così la cute di fondamentali sali minerali.
Essenziale è anche l’assunzione di proteine magre e pesce che assicurano all’epidermide un adeguato apporto di amminoacidi solforati, zinco e omega-3 utili per favorire la scomparsa della forfora.
Al contrario va ridotto il consumo di cibi grassi, carboidrati e alcool che invece tende a favorire la comparsa della stessa.

2) Altrettanto efficaci sono i “sempreverdi rimedi della nonna” che vengono in nostro aiuto in caso di pitiriasi. Ecco di seguito alcuni prodotti naturali, alcuni dei quali facili da reperire in erboristeria.
- Olio di Melaleuca alternifolia o (Tea tree) : utile per lavare frequentemente i capelli, contiene olii essenziali ottenuti dalle foglie dell’albero del tè. Possiede notevoli proprietà antibatteriche, antifungine e normalizzanti del sebo.
- Aceto di mele : adatto per detergere i capelli, mescolato con pari quantità di acqua, stimola l’irrorazione sanguigna dei capillari sottostanti l’epidermide e combatte la forfora.
- Argilla curativa : ideale per impacchi ai capelli, viene combinata con l’acqua per ottenere un composto pastoso da tenere in posa per circa 30 minuti. Possiede azione curativa, antinfiammatoria e battericida, elimina l’eccesso di sebo e le cellule morte.
- Ortica : il succo ottenuto dalla pianta fresca, in genere utilizzato in diverse formulazioni, gode di proprietà astringenti e tonicizzanti per contrastare la forfora e i capelli grassi.
- Corteccia di quercia : specifica per impacchi caldi, riduce l’iperattività delle ghiandole sebacee. Contiene “tannini” che hanno azione astringente e cicatrizzante.
- Olii essenziali di rosmarino e bardana : efficaci come impacco per capelli, uniti all’olio di jojoba, tengono sotto controllo il fenomeno pitiriasi grazie alla loro attività sebo regolatrice.
- Olio essenziale di cipresso : Apprezzato come impacco curativo, riequilibra la flora batterica del cuoio capelluto e ne calma il prurito. Miscelato con quello di sandalo e di tea tree protegge il cuoio capelluto dalle infezioni di funghi e batteri come antimicotico e possiede attività purificatrice-astringente.
- Aceto di sidro e succo di lime fresco : aggiunti all’ultimo risciacquo dello shampoo risultano efficaci nella rimozione del sebo in eccesso e donano lucentezza ai capelli.
Naturalmente tutte queste sostanze naturali danno risultati apprezzabili solo dopo diverse applicazioni ed i benefici sono visibili solo con il tempo (circa 6 mesi) e la costanza.

3) E come ultimo ma importante rimedio non tralasciamo la “cura del capello”. Contrariamente a quanto si pensa, gli specialisti raccomandano di lavare frequentemente i capelli con prodotti delicati che consentono la rimozione dell’eccesso di sebo e prevengono la comparsa della forfora.
Meglio usare un olio shampoo, un prodotto che si sta affermando negli ultimi tempi per il suo nuovo meccanismo d’azione e cioè la “detersione per affinità”. Questa attuale formulazione fa si che il film lipidico contenuto in essa vada a sostituirsi per affinità al film idrolipidico che costituisce lo sporco del cuoio capelluto facilitando la sua rimozione. Questo shampoo trova impiego in caso di irritazione del cuoio capelluto poichè ben tollerato.
Inoltre, per prevenire la comparsa di questo disturbo e per evitare di peggiorarlo, gli esperti suggeriscono di ridurre l’uso di prodotti cosmetici come gel, lacche e mousse che possono irritare il cuoio capelluto, renderlo più untuoso, aumentandone il prurito.
Un ruolo vantaggioso sembra averlo anche l’elio-balneoterapia. Generalmente l’esposizione ai raggi solari in ambiente marino tende a ridurre l’eccessivo processo di desquamazione alla base della forfora.
In conclusione seguire tutti questi “rimedi naturali” ci aiuterà a mantenere sano il nostro cuoio capelluto tenendo sotto controllo questa fastidiosa patologia. Ma non sottovalutiamo lo stress spesso causa di numerose affezioni dermatologiche come questa.
Impariamo a gestire meglio le nostre ansie, limitiamo il più possibile le tensioni negative e concediamoci pause rigeneranti ogni volta che ne sentiamo la necessità!