Antinfiammatori naturali: rimedi contro l’infiammazione

Rimedi naturali contro l'infiammazione: proprietà ed impiego di erbe officinali.


Postato il: 02/10/13


L’infiammazione può considerarsi un processo localizzato (es. piccole ferite cutanee) che si sviluppa nei tessuti viventi vascolarizzati come risposta in difesa di un agente lesivo (fisico, chimico e/o biologico) al quale l’organismo prova ad ovviare attraverso l’intervento del sistema microvascolare coadiuvato dalla componente tissutale, allo scopo di eliminare tale agente e riparare il tessuto danneggiato.
Tale processo in taluni casi può condurre a reazioni di tipo sistemico più o meno intense con coinvolgimento e fenomenologia sintomatica più diffusa a carico dell’intero organismo (astenia, febbre) dando luogo alle infiammazioni cosiddette generalizzate.

In base al suo perdurare nel tempo possiamo distinguere forme infiammatorie acute (il più delle volte con formazione di essudato), che possono esaurirsi nell’arco di poche ore o al massimo di alcuni giorni e forme croniche che estendono la loro espressione per settimane ma in taluni casi anche per anni, innescando una vera e propria progressiva distruzione tissutale.

Erbe officinali come antinfiammatori naturali

L’infiammazione locale è citata già un papiro egizio risalente al 3000 a.c. , ed è caratterizzata da una sintomatologia identificativa descritta prima da Ippocrate eccessivamente da Celso e che prevede:
Calor: aumento della vascolarizzazione locale e del metabolismo cellulare con conseguente innalzamento della temperatura locale
Rubor: arrossamento conseguente alla vasodilatazione con accresciuto afflusso periferico di sangue
Tumor: gonfiore dovuto all’accumulo di essudato ed all’aumentato afflusso di cellule in sede infiammatoria
Dolor: dolore conseguente la sollecitazione delle terminazioni nervose da parte dell’agente lesivo e dai componenti dell’essudato anche attraverso la liberazione di mediatori chimici.

A tutto questo infine si aggiunge quella che si definisce la Functio lesa cioè la limitazione e/o perdita temporanea della funzionalità del tessuto colpito dall’infiammazione.
Che sia, come già detto, una lesione e/o un agente esterno o una sostanza endogena accumulatasi in un distretto cellulare diverso da quello fisiologico (gotta, aterosclerosi, Alzheimer), i processi infiammatori hanno origine in genere in seguito al rilascio immediato di mediatori preformati già presenti nelle cellule (istamina, serotonina, enzimi lisosomiali), a cui segue l’attivazione di particolari enzimi chiamate ciclossigenasi le Cox1 e Cox2 che provocano l’aumento di sostanze (prostaglandine, trombossani, leucotrieni) atte in vario modo a facilitare il processo “riparativo” del tessuto danneggiato.
Vista la molteplice “offerta” che la natura ci fornisce, sia a scopo curativo che sintomatico contro i diversi stati infiammatori, in questo nostro articolo per ragioni di praticità eleggeremo un unico “rappresentante di categoria” a descrivere le proprietà possedute dalla classe di composti fitoterapici in questione.
- Glicosidi Salicilici: Salix e Spirea
- Glicosidi Iridoidi: Artiglio del Diavolo
- Glicosidi Flavonici: Ribes Nigrum
- Enzimi Proteolitici: Bromelina
- Gommoresine complesse: Boswellia
- Polifenoli: Curcumina
- Fitocomplesso (Polifenoli-Sitosteroli-Alcaloidi-Glicosidi) : Uncaria

Salice
La prima sperimentazione clinica documentata di questa pianta risale alla seconda metà del ‘700(1), ma l’efficacia delle piante contenenti glicosidi dell’acido salicilico erano già note prima agli Egizi e poi ai Greci. Grazie al glicoside salicina è da sempre apprezzato per le sue proprietà analgesiche ed antinfiammatorie a largo spettro d’azione; queste ultime esaltate dall’azione vaso protettiva dei flavonoidi in esso presenti. Una curiosità storica da ricordare è che seppur risulti, una delle piante ad utilizzo terapeutico più antiche, nel Medio Evo pare che a causa del crescente fabbisogno del Salice per la produzione artigianale di ceste, canestri e altri manufatti intrecciati, cominciò a diffondersi la coltivazione alternativa della Spirea per utilizzare decotti dei loro fiori per il medesimo utilizzo curativo (2).

Spirea Ulmaria
Dire che è lei ad averci “donato”alla fine del secolo scorso l’Aspirina® (acido della Spirea ), ci aiuta intuitivamente a comprendere quanto questa pianta sia storicamente fondamentale per il suo utilizzo a carattere antinfiammatorio. Da considerarsi la “madre” di tutti gli NSAIDs (farmaci antiinfiammatori non steroidei), a differenza della maggior parte di essi, pur agendo attraverso gli stessi meccanismi di inibizione di specifiche molecole pro-infiammatorie, non esibisce gli effetti collaterali di questi ultimi (ulcere gastriche, ed esacerbazione di forme d’ asma pre-esistenti) grazie al suo contenuto in mucillagini ad effetto gastro-protettivo.

Artiglio del diavolo (Harpagophytum)
E’ d’obbligo in tal sede ricordare anche questa pianta erbacea per il suo oramai consolidato utilizzo come efficace rimedio antinfiammatorio (3, 4) ed analgesico (4,5). Queste sue caratteristiche vengono inoltre esaltate dal’alto contenuto di sostanze antiossidanti (6) in esso presenti, che insieme alla capacità di inibire l’attività del mediatori dell’infiammazione che degradano la cartilagine (7,8), rendono l’Artiglio del diavolo uno dei rimedi verdi più consigliati a tutti quei soggetti affetti da malattie infiammatorie di tipo reumatico (9) e/o a carico delle articolazioni (10,11).
Pianta a bassissima tossicità, se ne sconsiglia l’utilizzo solo ai soggetti in trattamento con farmaci ipoglicemizzanti (12), antiacidi (12) ed antiaritmici (13). Vietato l’utilizzo nelle donne in gravidanza a causa della sua possibile azione utero tonica (14).
Un prodotto interessante è Artiglio del diavolo 60 compresse

Ribes nigrum
Il suo macerato glicerico è conosciuto a molti fitoterapeuti come un preparato a caratteristiche cortisono-simili, ed è quindi facile comprendere il motivo del nostro inserimento in questo breve elenco di fitoterapici ad attitudine antinfiammatoria. La capacità degli estratti di ribes di indurre l’organismo alla secrezione di “bio-steroidi” (evitando così i fastidi che i farmaci cortisonici arrecano[15]), insieme all’alto contenuto in flavonoidi (16) noti per le proprietà antidolorifiche (17), ed in antociani conosciuti per l’ attività antiflogistica (18,19), rendono la pianta un valido supporto terapico “a tutto tondo” contro i fastidi arrecati da gran parte dei processi infiammatori (VEDI SCHEDA MONOGRAFICA).
Privo di tossicità e di effetti collaterali, non esistono ad oggi dati certi sull’utilizzo nelle donne in gravidanza ed in allattamento; se ne sconsiglia l’uso nei soggetti ipertesi ed in quelli con gravi patologie renali e cardiache e nei soggetti in trattamento con anticoagulanti.
Un ottimo prodotto che abbiamo in listino è Ribes macerato glicerico 100ml

Ananas (Bromelina)
Molti conoscono questo frutto per le sue capacità drenanti, anticellulitiche e secondo alcuni dimagranti, ma in pochi sanno che in particolare nel gambo dell’ananas è contenuta la bromelina (nome generico che si da ad una specifica famiglia di enzimi proteolitici) che risulta essere un efficace antiinfiammatorio, grazie alla specifica attività fibrinolitica ed alla capacità di attivare le prostaglandine antinfiammatorie. Molto indicata nel trattamento pre-operatorio per la riduzione di dolore ed infiammazione post-chirurgici (diminuisce i giorni di recupero [20]), risulta efficace anche nella riduzione dell’edema e del gonfiore (21), tanto da essere utilizzata spesso anche per i postumi da episiotomia (22). In alcune sperimentazioni ha mostrato inoltre la capacità di ridurre i sintomi della tromboflebite (23) e delle bronchiti croniche (24); oramai ampiamente confermati da studi risalenti agli anni ’60, sono i benefici del suo utilizzo nel trattamento della sinusite (25,26).
Molto promettenti i risultati ottenuti nel trattamento dell’artrite reumatoide (27), alcuni dei quali evidenziano per la bromelina una miglior tollerabilità affiancata ad una maggior efficacia rispetto ai farmaci di abituale utilizzo (piroxicam, naproxene, ketoprofene, diclofenac [28,29] ).
Uno dei suoi vantaggi applicativi è che la bromelina assunta per via orale viene assorbita in gran parte intatta (30) ed il dosaggio terapico efficace è di 750-1000 mg/giorno; non si conoscono effetti collaterali noti nell’utilizzo sull’uomo, la sua tossicità è molto bassa e va somministrata con cautela nei soggetti ipertesi(31), ed i quelli asmatici (32).

Boswellia serrata
In questo enorme albero originario dell’India noto come “pianta dell’incenso”, il principio attivo risiede nella gommoresina ricavata dall’incisione del tronco che oltre ad esser ricca di oli essenziali che ne caratterizzano il gradevole odore, è costituita da speciali terpenoidi che le conferiscono la specificità antinfiammatoria (33); quest’ultima strettamente collegata alla capacità degli acidi boswellici di inibire la sintesi dei mediatori dell’infiammazione (leucotrieni) (34), delle prostaglandine e degli enzimi che contribuiscono alla degradazione delle strutture cartilaginee (35). Gli estratti di Boswellia si sono mostrati anche delle efficaci sostanze immunomodulatrici, così da assumere un importante ruolo terapeutico anche in quelle affezioni infiammatorio a carattere autoimmune, registrando buoni risultati nell’applicazione contro alcune malattie infiammatorie anche croniche come l’artrite reumatoide e l’osteoartrite (36), il morbo di Chron (37), la colite ulcerosa (38), e l’asma bronchiale. Su quest’ultima ottimi risultati si sono ottenuti anche in una sperimentazione che ha coinvolto 63 pazienti trattati con una combinazione di radice di liquirizia, Boswellia serrata e Curcuma (39).
Nelle sperimentazioni anche ad alto dosaggio non mostra attività ulcero-genica; gli unici effetti collaterali registrati (di solito in seguito a sovradosaggio) sono lievi disturbi intestinali e/o leggere nausee.
Vedi anche Boswellia 60 compresse

Curcuma
Il rizoma turmerico vanta un utilizzo millenario nella medicina ayurvedica come antiinfiammatorio nelle affezioni sia acute che croniche (40,41). Grazie alle sue capacità di inibire i leucotrieni (42), le prostaglandine (43), e modulare i livelli di citochine infiammatorie (44), di recente ha assunto un ruolo guida nelle strategie di sviluppo di farmaci antinfiammatori naturali (45). Studi preclinici su modelli sperimentali hanno mostrato l’efficacia della curcumina sulle infiammazioni del tratto gastrointestinale (46,47) e qualche risultato si è ottenuto anche per la risoluzione delle osteoartriti (48). Studi preliminari suggeriscono che la curcumina può aiutare anche nel trattamento della uveite (47) (infiammazione dell’iride) con risultati paragonabili ai corticosteroidi dei quali non riportano i fastidiosi effetti collaterali (49). Il suo impiego nella risoluzione di svariate patologie a carattere infiammatorio è da collegare alla sua capacità di intervenire sui processi fisiologici che sono alla base dell’immunomodulazione, dell’infiammazione, e dei processi di stress ossidativo (44,45,46,47,50).

E’ accertato che per un utilizzo fino a 8gr/die la curcumina non è tossica (51) (è di gran uso nella cucina tradizionale orientale), e la FDA (Food and Drug Administration) la classifica come sostanza “generalmente riconosciuta sicura”. Resta comunque buona norma consultare un medico prima dell’utilizzo se affetti da disturbi della coagulazione e calcoli biliari, o si è in trattamento con antiacidi e/o insulina (52); stesse precauzioni sono da adottare per le donne in gravidanza ed allattamento e per i bambini al di sotto dei due anni. Il dosaggio abituale efficace per un adulto medio è di circa 1,5-3 gr/die.

Uncaria
Comunemente chiamata Unghia di gatto, cresce nella zona del Perù, Bolivia e Colombia ed è simile ad una liana dalla cui corteccia si ricava il fitocomplesso attivo composto principalmente da una frazione alcaloidea e da una glicosidica (quest’ultima maggiormente efficace nell’attività antinfiammatoria [53]). E’ ampiamente utilizzata nella medicina tradizionale peruviana nel trattamento di ulcere gastriche, artriti, ed altri processi infiammatori sia muscolari che osteoarticolari (54,55) ed e perciò particolarmente indicata per il trattamento delle malattie reumatiche articolari e nell’artrite reumatoide (56) nella quale un importante ruolo risolutivo è giocato dalle sue accertate capacità immunostimolanti (57) e dalla ricchezza di composti antiradicali liberi (58). Altrettanto confermata è l’attività protettiva contro le infiammazioni gastro-intestinali (59).






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