Mal di testa: cause e rimedi naturali

In questo articolo vediamo quali sono le cause e i rimedi del mal di testa, un male che colpisce il 15% degli italiani


Postato il: 22/05/2013


Che sia l’insopportabile cerchio alla testa, l’impressione asfissiante di una morsa che tenacemente ci stringe il capo, la sensazione di martellamento costante od un persistente dolore uni o bilaterale alle tempie, il mal di testa colpisce secondo alcune statistiche non meno del 15% della popolazione (tra i 6 ed i 7 milioni di persone in Italia).

Cause e rimedi contro il mal di testa

Disturbo che colpisce in media due o tre volte più le donne che gli uomini, è per molti una vera e propria  affezione invalidante, al punto che anche l’OMS l’ha inserita nei suoi elenchi tra le 20 cause più diffuse di invalidità con una stima annuale di perdita di 190 milioni di giornate lavorative  nella sola Unione europea. In base alle conoscenze raggiunte ad oggi si ritiene che  i mal di testa in genere colpiscono persone più vulnerabili o maggiormente sottoposte a variazioni frequenti e repentine delle condizioni esterne di temperatura, umidità, luce e rumore, nonché delle variazioni ormonali individuali (caso rappresentativo  sono le cefalee da mestruazione).

Sempre più studiosi comunque, ascrivono la causa fisiologica del mal di testa,  ad una persistente sollecitazione dei vasi sanguigni cranici  con conseguente “infiammazione” e relativa irritazione delle terminazioni nervose che rilasciano a livello cerebrale prostaglandine, serotonina,  sostanza P ed altri neuro modulatori che danno luogo al persistente dolore. Secondo alcune classificazioni si conoscono circa 150 differenti tipologie di mal di testa, ma semplificando possiamo accorparle tutte, in base al motivo scatenante, in tre grandi gruppi di emicranie:

- Le cefalee vasomotorie
- Le cefalee muscolo-tensive
- Le cefalee di tipo nevralgico

La natura ovviamente, come da millenni accade, fornisce molteplici soluzioni al disagio causato da ognuna di queste “grandi categorie” di mal di testa; insieme in queste pagine effettueremo un excursus nei rimedi naturali adottabili per il problema.

Salice
Cominciamo questa nostra serie di consigli sui metodi naturali per combattere il mal di testa con quello che è da considerarsi il sovrano indiscusso tra i rimedi verdi a nostra disposizione: la Salix Alba. Noto a tutti per le sue virtù antiinfiammatorie ed analgesiche, il Salice bianco era già citato nel V secolo a.C. da Ippocrate nei suoi scritti per queste capacità terapeutiche, e le molteplici applicazioni pratiche vennero poi scientificamente approfondite nel XIII° secolo anche dalla Scuola Medica Salernitana nei propri trattati. Questa pianta deve le sue proprietà alla ricchezza in tannini condensati, flavonoidi (isoquercetina), e soprattutto ai glicosidi fenolici ed in particolare la salicina che è il principio attivo della pianta; a tal proposito è bene ricordare che il Salice rosso (Salix Purpurea) ed il Salice barbuto (Salix daphnoides) sono le due specie a più alto contenuto di salicina, quindi quelle da preferire.

Fondamentalmente il meccanismo d’azione risiede nella capacità delle sostanze in esso contenute di inibire la biosintesi delle prostaglandine che sono dei mediatori dei processi infiammatori, i quali risultano ancor più mitigati dalla presenza dei flavonoidi prima citati, che possiedono anche un’azione vaso protettiva. E’ bene ricordare che seppur meno efficace nel breve termine del corrispettivo farmaco sintetico, la corteccia di Salice possedendo anche altri componenti attivi (oltre che l’acido salicilico), consente un metabolismo più lento ma più duraturo del principio attivo con un conseguente prolungamento temporale dell’effetto. Il suo utilizzo è totalmente privo di controindicazioni (non si registrano i consueti effetti collaterali a carico della mucosa gastro-intestinale), se non quella riguardante eventuali  ipersensibilità soggettive  all’acido acetilsalicilico; è sconsigliato l’utilizzo in soggetti in trattamento con anticoagulanti.

E’ bene ricordare che un altro “salicilato vegetale” è la Spirea, che grazie al suo contenuto altrettanto consistente in derivati salicilici,  accompagnato dalla presenza di mucillagini  (importanti fattori gastroprotettivi) risulta anch’essa un ottimo analgesico naturale. Per l’uso interno le uniche precauzioni restano quelle descritte per il Salice; per la preparazione di infusi si ricorda che bisogna utilizzare acqua semplicemente calda in quanto l’acqua bollente ne  distruggerebbe  i salicilati contenuti.

Una certa efficacia secondo alcuni infine, è da ascrivere per le stesse ragioni alla Primula, che grazie a due particolari derivati dell’acido salicilico in essa contenute (primaverina e primulaverina) può schierare anch’essa nella lotta al mal di testa le sue armi analgesiche ed antinfiammatori. Oltre alla radice anche i fiori, grazie alla loro azione sedativa possono essere utilizzati all’uopo.

Partenio
Se il re dei rimedi contro l’emicrania è il Salice, possiamo a giusta ragione considerare  il Partenio il principe delle soluzioni che la natura ci offre per alleviare il mal di testa. Quest’erba aromatica perenne deve il suo nome al greco pàrthenos (fanciulla, vergine) riferito al suo antico utilizzo per alleviare i dolori mestruali, oltreché come febbrifugo ed analgesico. L’utilizzo empirico protrattosi fin quasi ai giorni nostri ha trovato un definitivo supporto sperimentale negli ultimi decenni del secolo scorso grazie prima di tutto alle positive sperimentazioni cliniche effettuate presso la City of London Migrain Clinic.

Grazie al partenolide capace di inibire la biosintesi di alcune sostanze pro infiammatorie (leucotrieni, trombossani), risulta essere una pianta utilizzata soprattutto a scopo preventivo, tanto che grazie ad assunzioni prolungate si registrano una marcata diradazione sia della frequenza che dell’intensità degli episodi di emicrania. E’ particolarmente efficace nelle emicranie cosiddette vasomotorie cioè dovute a dilatazione e successiva diminuzione del calibro dei vasi sanguigni che in tal modo vanno a comprimere la muscolatura periferica provocando il fenomeno nevralgico. Se ne sconsiglia l’utilizzo nei soggetti in terapia con anticoagulanti e nelle donne in gravidanza o in allattamento.

Altrettanto efficace in quanto i meccanismi d’azione sono quelli già descritti per il Partenio ( con la quale a volte è associata nell’utilizzo) è la Boswellia albero molto diffuso in India, ricco nella sua resina di terpeni ad azione antiinfiammatoria, nonché di acido boswelico ad azione inibitrice della serotonina (altro mediatore dei processi infiammatori). Conosciuto per la sua azione antiflogistica ed analgesica, si utilizza di solito il suo estratto fluido o secco titolato, attraverso assunzioni giornaliere preferibilmente lontano dai pasti.

Menta piperita
Per molte persone una caramellina alla menta è un piacevole diversivo durante la giornata, ma non molti sanno che uno dei rimedi migliori per curare l’emicrania è proprio la menta piperita. Non stiamo dicendo che le semplici caramelle possano eliminare il vostro mal di testa, ma vi suggeriamo di tenere in casa una riserva di menta o di prodotti che la contengano come uno dei suoi componenti fondamentali, in quanto la sua efficacia è ben provata scientificamente. Nei casi di cefalea cosiddetta tensiva infatti, anche per quelli più persistenti, l’utilizzo di olio essenziale di menta piperita  è fortemente risolutivo, come dimostrato anche da studi condotti sia dall’Università di Kiel che dai successivi risultati di una ricerca svolta presso la University of Medical Sciences di Shiraz. Non dimentichiamo tra l’altro l’utilizzo come analgesico “tuttofare” che la medicina orientale storicamente fa del “Balsamo di Tigre”, che oltre a mentolo, cannella ed eucalipto (o in alternativa il caieput) ha come ingrediente essenziale della sua formulazione l’olio essenziale di menta. Dulcis in fundo l’uso locale di questo olio essenziale è privo di controindicazioni se non protratto esageratamente nel tempo (in quel caso può in taluni casi divenire istolesivo)

E dopo aver trattato dei “rimedi della nonna orientale” passiamo a qualcosa di tradizionalmente più  occidentale come la camomilla. Appartiene anch’essa come molte altre piante officinali quali l’Echinacea ed il Tarassaco alla famiglia delle Composite ( o Asteraceae), e forse non diciamo niente di eccessivamente nuovo ricordando che non c’è cosa più efficace e priva di effetti collaterali di una buona calda tisana di camomilla, per ritemprarsi da un mal di testa da stress o affaticamento psico-fisico. La sua attività antinfiammatoria è da ascriversi all’apigenina (il più rilevante dei flavonoidi in essa  contenuti) , ed all’azulene che inibisce la formazione dell’istamina e regola l’attività della serotonina; in discrete quantità contiene anche acido salicilico. Per uso esterno se ne possono massaggiare alcune gocce miscelate ad un cucchiaino di olio di mandorle dolci su fronte e tempie per alleviare le emicranie da stress.

E’ bene quindi non dimenticare mai ciò che la “tradizione” ci insegna. D’altronde ci sarà pur un valido motivo se alcuni rimedi sebbene affermatisi empiricamente resistano così tanto efficacemente nel tempo. Seppur apparentemente datati e spesso dati per scontati, ricordiamoci quindi di non abbandonare quei sani, vecchi ma intramontabili “rimedi della nonna”, che tanto hanno giovato negli anni a più generazioni di persone affette da questo fastidioso disturbo.






Adesso una curiosa  “controindicazione”. Il suggerimento è quello di evitare una pianta: la Umbellularia Californica, che è conosciuta anche come la “pianta del mal di testa”. Uno studio condotto da un gruppo internazionale di ricercatori coordinati dal Dott. Geppetti dell’Università di Firenze e pubblicato sulla rivista Brain, ha infatti dimostrato che questa pianta produce l’umbellone, una sostanza volatile in grado di agire su di un peptide vasodilatatore presente ne cervello (CGRP) che nel nostro organismo è strettamente collegato alla trasmissione del dolore.
Fatta questa breve ma ci auguriamo utile digressione, torniamo ad occuparci delle piante che invece ci aiutano a star meglio.

Luppolo
Storicamente noto per il suo utilizzo nella produzione della birra alla quale dona un caratteristico sapore amarognolo, possiede un leggero potere sedativo conferitogli dal contenuto in acido valerianico, che associato alla presenza di fitoestrogeni, ne fa un buon rimedio antiemicrania specifico per i mal di testa tipici della sindrome premestruale. Ancora una volta dedicare un po’ di tempo a se stessi e gustarsi in tranquillità una buona tisana è ciò che ci vuole per coccolarsi e sentirsi meglio.

Escolzia
Pianta già nota agli indiani d’America,  fu introdotta in Europa dalla California (dove è talmente diffusa da essere fiore ufficiale con tanto di festa nazionale il 6 aprile) agli inizi dell’800. E’ spesso consigliata per l’emicrania di tipo psicogena, nei casi di tensione nervosa ed ansietà; ha effetto analgesico e calmante, tanto da essere frequentemente usato anche nei casi di insonnia. Deve le sue proprietà al contenuto in alcaloidi che ne garantiscono l’effetto antispasmodico e rilassante (protopina e chelidonina), nonché sedativo (berberina). Può essere assunto in forma di tisana o direttamente in estratto fluido o secco; se ne sconsiglia l’utilizzo in gravidanza ed allattamento ed in concomitanza con l’utilizzo di farmaci antidepressivi, antiaritmici ed ipotensivi.

Gingko
Torna tra i “rimedi verdi” consigliati, questa pianta orientale dalle molteplici virtù curative utilizzata in Cina oramai da millenni. Nota per le sue proprietà vasoattive in particolare nei confronti della microcircolazione cerebrale, grazie alla presenza del ginkgolide B (come descritto anche da studi effettuati dalla Seconda Università di Napoli e pubblicati su Neurological Sciences), ha la capacità di controllare il fattore di aggregazione piastrinica (PAF) che è alla base dei processi biochimici scatenanti l’emicrania pediatrica con aura. Ottimi risultati si sono registrati anche a scopo preventivo nell’utilizzo in adolescenti, nei quali si è registrata una riduzione della  frequenza di circa due terzi. E’ consigliabile l’utilizzo di estratto standardizzato o di preparati arricchiti, ma non di decotti o infusi che potrebbero dar luogo a reazioni allergiche. Da non associare all’utilizzo di anticoagulanti.
Griffonia simplicifolia
Arbusto rampicante che cresce in alcune regioni dell’Africa centrale ed  occidentale, dove se ne utilizza corteccia radice e foglie a scopo terapeutico, possiede dei semi spesso utilizzati in fitoterapia per la loro ricchezza in 5 idrossitriptofano (5-HTP) che è un precursore della serotonina, neurotrasmettitore strettamente collegato con l’emicrania. Negli ultimi decenni alcuni studi clinici hanno dimostrato che una supplementazione di 5HTP riduce sia la gravità che la frequenza dei mal di testa. L’integrazione può avvenire tramite l’assunzione di capsule o compresse a titolo noto, ed è sconsigliata ai soggetti che assumono antidepressivi, ai diabetici, ad ipertesi e soggetti con malattie cardiovascolari.

Artiglio del diavolo
E’ il nome comune, particolarmente evocativo, che nel tempo si è conferito all’ Arpagofito. Alle radici secondarie di questa pianta, che deve il suo nome alla caratteristica forma ad uncino dell’arbusto rampicante, sono da ascrivere le sue proprietà antinfiammatorie, antipiretiche, analgesiche e sedative. E’ infatti in particolare nella radice che è contenuto il fitocomplesso attivo della pianta ricco in triterpeni, flavonoidi, fitosteroli e soprattutto glucosidi iridoidi  specifici (arpagoside, arpagide e procumbide). Il suo utilizzo è spesso consigliato per l’emicranie da artrosi cervicale e per quelle tensive: l’assunzione che avviene in forma di tintura e/o di capsule a titolo noto non deve superare i 10-15 giorni e deve essere effettuata sotto la guida di un medico, in quanto sconsigliata tra l’altro in soggetti in trattamento con farmaci anticoagulanti ed antiaritmici.

Coenzima Q10
Non è certo un “rimedio verde”, in quanto non estratto da piante, ma questa sostanza è un cofattore fondamentale nel metabolismo energetico cellulare ad elevata e riconosciuta attività neuro e cardioprotettiva, che viene comunque sintetizzato abitualmente dal nostro organismo. Molteplici studi clinici effettuati nell’ultimo decennio hanno dimostrato che la sua carenza è molto frequente nell’emicrania pediatrica ed adolescenziale, ma soprattutto che una supplementazione dietetica giornaliera ha efficacia terapeutica sia a scopo preventivo che nei casi di emicrania in corso, riducendone durata ed intensità già dopo il primo mese di trattamento.

Lavanda
Anche nei casi di mal di testa più acuti si può utilizzare questa comune pianta officinale, che risulta essere un’erba medica in uso fin dall’antichità per  le sue attitudini curative contro il mal di testa. Già nel XVII° sec. veniva utilizzata associata al rosmarino per curare le malattie nervose ed oggi recenti studi condotti congiuntamente dall’Università di Monaco e di Mashad (Iran) e pubblicata sull’European Neurology, confermano che l’essenza di lavanda possiede una buona capacità di risoluzione degli episodi di emicrania. Molto efficace risulta essere a tal proposito anche il semplice utilizzo di poche gocce di olio essenziale (in alternativa va bene anche la menta piperita)  su un fazzoletto da inalare ai primi sintomi, o il frizionare le tempie o la fronte con i loro olii essenziali.

Ashwagandha (Withania somnifera)
Una piccola citazione tra i rimedi consigliati contro l’emicrania la merita anche l’ Ashwagandha, molto nota nella medicina ayurvedica per il suo utilizzo come adattogeno e come pianta dalle proprietà “tonico-ringiovanenti”.Tra le sue molteplici applicazioni nel sud-est asiatico e nel Medio Oriente è utilizzata frequentemente per il mal di testa, come sedativo ed ipnotico e come tonico nervino. Solo recentemente sia negli USA che in Europa si sta sempre più diffondendo il suo utilizzo come tonico e blando ansiolitico. E’ sconsigliato l’utilizzo in associazione con farmaci antidepressivi ed  antipsicotici.

Infine, come sempre, bisogna però ricordare che il mantenimento del nostro benessere è legato indissolubilmente a ciò che mangiamo, ed in questo caso una ricerca condotta dall’Università del Missouri darà sicuramente una sferzata di allegria ai nostri lettori più golosi. Uno dei migliori rimedi contro il mal di testa è infatti una bella tazza di cioccolata calda (altri benefici del cioccolato li trovi qui), preparata con cacao puro (non quello da preparato in bustina già pronto). Questo perché grazie al magnesio, alle vitamine del gruppo B, ai polifenoli e alle sostanze capaci di innalzare la concentrazione nel sangue di endorfine, in esso contenute, è risultato un ottimo….. e gustoso rimedio per l’emicrania.
Altri cibi da tenere in giusta considerazione nella nostra “dieta antiemicrania”sono il pesce azzurro, il salmone, il pesce spada, le uova, la soia ed i semi di lino  tutti molto  ricchi di Omega-3.

Cuore e fegato sia bovino che suino, così come il latte vaccino nonché le integrazioni alimentari  di lievito di birra secco, in compresse e/o in polvere e la pappa reale, che consentono implementazioni  di Vitamina B2 sono altrettanto utili supporti dietetici.  Come è risultato infatti da studi pubblicati sull’European Journal of Neurology, la Vitamina B2 ad alte dosi in una terapia protratta per alcuni mesi, riduce sensibilmente la frequenza e la durata degli attacchi di emicrania.

Alimenti altrettanto importanti nella prevenzione delle emicranie con aura e di quelle associate al ciclo mestruale sono il miglio ed i cereali integrali in genere, vegetali a foglia verde, cacao, mandorle e tutti i cibi ricchi in magnesio che è risultato un importante elemento neuro modulatore (controlla il rilascio della serotonina) del quale si registrano però delle basse concentrazioni nei soggetti che soffrono di cefalea.

Da evitare le carni ed il pesce  conservati e/o trattati, mentre il latte e suoi derivati andrebbero consumati sempre con moderazione (in particolare i formaggi stagionati), così come, cavolo, cavolfiore, fagioli, fave, banane, fichi, uva , noci e tutti i cibi contenenti glutammato sodico; ridurre al minimo il consumo di alcolici anche leggeri.

Concludiamo ora questa serie di consigli, con una curiosità corroborata da solidi risultati scientifici: fare l’amore fa passare il mal di testa. E’ questo il risultato di una indagine condotta dal Centro di Medicina del dolore dell’IRCCS Neuromed di Pozzili (Isernia) condotta su individui di età compresa tra 20 e 60 anni (quindi comprensivo di tutte le stagioni della vita). Certo non se ne garantisce l’efficacia in quei casi di mal di testa acuto e/o cronicizzato con sintomatologia grave, ma pare che per tutte quelle emicranie da stress o anche per quelle muscolo-tensive  il risultato è garantito. E se poi così non fosse …. avremo comunque creato un occasione in più per condividere nuovi momenti di intimità con il proprio partner. Chi accampa (o subisce) finte scuse da adesso è avvertito!!