Ribes nigrum: proprietà e controindicazioni

Il Ribes nigrum è un erba officinale spontanea molto conosciuta per le caratteristiche culinarie. Vediamo quali sono le proprietà che la caratterizzano


Postato il: 12/09/2013


Secondo alcuni la parola ribes ha origine araba, derivante dalla parola Ribas da Rabarbaro, associato al gusto acidulo e piacevole del succo dei suoi frutti. Più probabile però sembra essere l’ipotesi che assegna  al vocabolo origini ben più remote e risalenti all’antica Grecia dove questo si utilizzava per identificare le uve secche caratteristiche della città di Corinto (fatto che ne riporta ancor oggi traccia nel corrispettivo vocabolo inglese currant che identifica il ribes). Ciò che ad oggi risulta però indiscutibile, è il crescente affermarsi di questa pianta, anche come valida opportunità terapeutica naturale per la risoluzione di numerose malattie.

Proprietà e controindiacazioni

Il ribes nero è una pianta che cresce spontanea, nel centro e nel nord dell’Europa nonché nell’Asia settentrionale, in zone di media montagna a clima prevalentemente umido; più recentemente la sua coltivazione si è estesa anche alla Nuova Zelanda  ed al Nord America. Per i suoi frutti simili a bacche di colore viola scuro e come detto dal sapore aromatico e dolciastro è conosciuto anche come uva spina nera, uva ramà o anche cassis, nome derivato dalla Creme de Cassis, famoso liquore della Borgogna con cui si prepara il kir.

Per le sue proprietà terapeutiche note già agli erboristi del tempo, questa pianta viene coltivata in maniera specifica da più di 400 anni, tanto che John Gerarde ne descrive nel 1597 nel suo Generall Histoire of Plantes le sue proprietà medicinali, e successivamente soprattutto grazie ad un trattato del 1712 di P. Bailly da Montaran assume fama di “panacea universale” contro svariati mali. Vissuto un periodo di momentaneo oblìo nel secolo successivo lo ritroviamo protagonista nel secolo scorso per le sue proprietà diuretiche ed antireumatiche (1).

Potremmo allora chiederci: “Perché tanto “clamore scientifico” già più di tre secoli fa per questa pianta diffusa da sempre, apparentemente solo per il gusto particolare dei suoi frutti?”

Potrebbe bastare sapere che i frutti di ribes sono ricchi di zuccheri, acidi organici (citrico e malico), proantocianidine (2) tra le quali importantissime (vedremo in seguito perché) sono le prodelfinidine , antocianine, flavonoidi (keampferolo e quercetina [3]), antiossidanti fenolici, potassio, ferro, vitamina A e ricchissimi di vitamina C (ne contengono una quantità tre volte superiore agli “arcinoti” agrumi) (4,5).

O  che questi presentano anche discreti contenuti di calcio e Vitamine B1 e B3, mentre i semi spiccano per l’elevato contenuto di acidi grassi della serie omega-6 (6), tanto che insieme all’ olio di Enothera ed a quello di Borragine il ribes è una delle rare fonti naturali di acido gamma-linolenico.

Si potrebbe annotare che nelle gemme rilevante è la presenza di flavonoidi (simili a quelli delle foglie e dei frutti) e molto studiate sono le proprietà dell’olio essenziale, che pur differendo molto per la sua composizione da varietà a varietà, pare avere una specifica attività antibatterica ed antipatogenica (7).

E che da tenere in giusta considerazione dal punto di vista della applicazione terapeutica sono gli elevati contenuti  di tannini, flavonoidi e vitamine C e P, che è possibile riscontrare nelle foglie.

La risposta logica alla nostra domanda è quindi insita nella enorme ricchezza di sostanze ad impiego medicinale contenute nelle varie parti dell’intera pianta, la quale coltivata da sempre principalmente a scopo puramente alimentare ha nel tempo acquisito sempre più, valenza curativa. La medicina popolare quindi nel corso dei secoli ha sempre più frequentemente e con successo utilizzato le foglie di Ribes nigrum principalmente a scopo diuretico e/o depurativo ed in particolare nei casi di soggetti uremici e sofferenti di gotta, nonché come antireumatico e come rimedio curativo nelle sindromi allergiche. L’infuso delle sue foglie viene inoltre tradizionalmente utilizzato per uso interno come antinfiammatorio intestinale, e per uso esterno per le spiccate proprietà astringenti su pelle e mucose.

Guidati da ciò che già da tempo la tradizione suggerisce, andiamo ora a scoprire i possibili “campi di impiego terapeutico” di questa pianta dalle molteplici risorse.

Azione antinfiammatoriaantidolorificaantiallergica
Il ribes nigrum è da molti considerata una pianta “cortison-like”, cioè una pianta con proprietà ed attività cortisono-simili. Tale proprietà è legata alla capacità di alcune sostanze in esso contenute di stimolare la corteccia surrenalica a produrre steroidi, con l’evidente vantaggio di avere tutti gli effetti che un surplus cortisonico può dare, evitando al contempo gli effetti collaterali (potenziale ulcerogenicità) che un cortisone di sintesi può invece arrecare (2) ; tutto confermato anche in sperimentazioni durante le quali la somministrazione dell’estratto idroalcolico di foglie di ribes è stata effettuata in alte dosi in trattamenti cronici (2,8). Si ottiene quindi in tal modo,prima di tutto una spiccata capacità antinfiammatoria, confermata anch’essa più volte sperimentalmente, e dovuta principalmente alle già citate prodelfinidine (proantocianidine) (9,10) le quali sono dotate di azione capillaroprotettiva ed antiedemigena .  A queste ultime  vanno aggiunti i flavonoidi (ed in particolare rutina, quercetina, miricetina [11,12,13]), altre fondamentali sostanze dalle spiccate capacità antinfiammatorie possedute dal ribes nero; capacità che nel caso dei flavonoidi in questione, vanno di pari passo con quelle analgesiche da questi ultimi ugualmente dimostrate sperimentalmente (13,14,15). Riguardo a quest’ultima proprietà essa è probabilmente dovuta all’inibizione della biosintesi di prostaglandine (15).

Alla luce della ben nota capacità di ridurre esclusivamente la biosintesi di Ig E (immunoglobuline che aumentano nei casi di allergia) (16), e del suo impiego da decenni nella risoluzione di diverse sindromi allergiche (17), per ciò che si è detto finora riguardo anche alle se proprietà cortisono-simili, risulta di immediata comprensione perché contro le allergie il ribes nero risulta da sempre tra i rimedi fitoterapici di elezione……. e perché spesso l’utilizzo di Ribes nigrum viene consigliato a supporto e per la risoluzione dei dolori articolari nelle loro manifestazioni meno gravi ed invalidanti.

Azione antiradicalica (“antinvecchiamento”)
Per molti non sarà una novità, ma è bene ricordare che il ribes sia come frutto (18) che in particolare nella forma di estratto delle foglie (19) e nelle gemme (20), nasconde importanti capacità antiradicaliche (conferitele dai flavonoidi, dalle antocianidine e dalle vitamine antiossidanti), che consentono di impedire l’attacco di queste molecole nocive alle nostre membrane cellulari preservandole “dall’invecchiamento precoce”. Queste fungono da veri e propri “spazzini” dei radicali liberi circolanti nel nostro organismo, abbassando la loro concentrazione nel nostro organismo, con comprensibili benefici per il nostro stato di benessere generale. A proposito delle antocianidine, quelle specificamente contenute nei ribes, da una ricerca che ha testato l’attività antiradicali liberi di nove diversi estratti da “frutti a bacche”, si sono dimostrate le seconde più efficaci (21) confermando ancora una volta l’attitudine “antiscorie” di questo frutto. Un altro studio clinico ha inoltre provato, che diminuendo la secrezione di citochine infiammatorie derivata da un prolungato esercizio fisico, il ribes nigrum è capace di ridurre lo stress ossidativo da prolungata attività motoria (22). Non trascurabile è infine l’apporto dato dall’elevatissimo contenuto in Vitamina C (1), da molti considerato l’antiossidante naturale per eccellenza.

Azione neuro protettiva e vasoprotettrice
Direttamente collegata alla precedente azione è poi quella “antisenescente”, principalmente dal punto di vista neurologico, la quale è stata rivelata negli ultimi anni grazie a specifiche sperimentazioni nelle quali è stata testata l’azione di questa pianta. Si è così evidenziato che estratti fenolici di ribes nero consentono un efficace effetto neuro protettivo dallo stress ossidativo indotto, in colture di cellule umane (23,24 ). Altri studi suggeriscono che l’isoramnetina ha effetti neuro protettivi (25), e la miricetina sembra inibisca la formazione e crescita delle fibrille di proteina beta-amiloide. Studi preliminari condotti dall’ Horticulture and Food Research Institute in Nuova Zelanda qualche anno fa (ed ora in fase di ulteriore approfondimento), hanno dimostrato che i polifenoli e le antocianine contenute in questo “frutto pluriterapico”  influenzano l’espressione genica legata alla memoria ed all’apprendimento in tarda età, svolgendo in tal modo un’azione protettiva contro l’Alzheimer.
Sia la quercetina che la isoramnetina inoltre, riducendo la pressione sanguigna migliorano l’attività circolatoria, innescando una potenziale funzione protettiva contro lo sviluppo di fenomeni di demenza a connotazione vascolare (23). In tale attività protettiva, è da dire comunque, che è sicuramente coinvolto l’intero fitocomplesso che caratterizza il ribes nero, in quanto questo  si è mostrato anche capace di inibire le lipoproteine a bassa densità (colesterolo LDL) [26], così come di ridurre le malattie cardiovascolari (27).

Azione ipotensiva e diuretica
Come già accennato, le foglie di ribes nero essiccate e preparate come decotto, vengono utilizzate da sempre come diuretico con buoni risultati. Tali risultati risultano oggi suffragati anche da dati sperimentali certi che pongono l’estratto fluido delle foglie di questa pianta (siano essi in soluzione alcolica, idroalcolica o di macerato) come paragonabile per efficacia diuretica, ad uno dei farmaci di elezione quali il furosemide (molecola attiva del Lasix)[28]. A questo pare contribuisca anche l’elevato rapporto sodio/potassio rilevato sperimentalmente sia nelle semplici foglie che nei decotti di quest’ultime(29). Se a tale riduzione dei liquidi circolanti aggiungiamo il qui precedentemente citato effetto congiunto di quercetina ed isoramnetina, ecco motivata anche l’azione ipotensiva (23), anch’essa sperimentalmente accertata (30) .Uno studio condotto seppur su un piccolo campione di pazienti ha inoltre dimostrato  che innalzando il pH dell’urina, l’utilizzo del ribes incrementa l’eliminazione di acido ossalico e citrico con evidenti effetti benefici sull’urolitiasi (calcoli urinari [31]).

Azione antibiotica ed antivirale
Anche in quest’ambito di proprietà la fanno da padrone per efficacia le antocianine, le quali oltre alle sopracitate proprietà si sono dimostrate efficaci anche come sostanze ad azione antimicrobica (32) con un discreto spettro d’azione (attive contro Acinetobacter, Escherichia, Pseudomonas, Staphylococcus [7]) ,nonchè antivirale (33), in particolare per ciò che riguarda il virus influenzale (34,35) e l’herpes virus (36).Anche per prevenire e/o rallentare la progressione delle infezioni a carico del tratto urinario si sono rivelate utilissime ancora le antocianine, ed anche se i più studiati a tal proposito sono i mirtilli anche il ribes dato l’elevato contenuto di queste sostanze si è mostrato molto efficace allo scopo (37,38).

Importante risulta anche l’azione antimicotica conferita dal flavonoide sacuranetina presente in particolare nelle foglie (39).

Azione antitumorale
Prendiamo l’indicazione senza facili entusiasmi o clamori eccessivi, ma affidandole il giusto peso che un supporto sperimentale accertato può garantire. Ebbene, tenendo presente che in questa pianta il contenuto in resveratrolo è elevato, non è difficile comprendere perché vengano assegnate al Ribes nigrum anche delle proprietà antineoplastiche (40), principalmente legate alla capacità di questa sostanza di inibire l’insorgenza, la promozione e la progressione di alcuni tipi cancro (41,42) In particolare si è verificata sperimentalmente una accertata efficacia da parte degli antiossidanti naturali contenuti nel ribes per alcune linee cellulari del cancro del colon (43,44), per il melanoma (45), e per le cellule del  carcinoma mammario (44) con riscontri direttamente proporzionali alle concentrazioni di sostanza presente. L’estratto di ribes confrontato in laboratorio con altri tredici differenti succhi, estratti da altri frutti a bacca dalle caratteristiche simili ha dimostrato il secondo miglior effetto inibitorio sulla crescita cellulare di diverse linee cellulari tumorali (46).

Infine ottimi riscontri si sono ottenuti anche in seguito a recentissime sperimentazioni sull’efficacia delle antocianine contro i tumori epatici (47). Risultati che visto l’elevato contenuto di queste ultime generalmente in tutte le bacche, ma ancor più nel ribes nero dove in media si arriva ai 250 mg in 100gr. di frutto fresco (48), collocano questo frutto tra i nostri migliori alleati naturali per la prevenzione ed il supporto terapeutico verso le manifestazioni tumorali. Ed a tal proposito negli ultimi anni, l’intero mondo scientifico internazionale (non solo esclusivamente quello relativo alla “medicina naturale”), sta interessandosi sempre più a  questo aspetto terapeutico non ancora completamente esplorato nei suoi aspetti più sorprendenti, al fine di ottenere impieghi sempre più mirati ed efficaci nella risoluzione e prevenzione dell’insorgenza delle manifestazioni tumorali.

Una grossa mole di lavori scientifici a riguardo, ci conferma così ancora una volta, che un grosso aiuto nella prevenzione delle malattie ci viene prima di tutto da ciò che assumiamo ogni giorno con la nostra alimentazione.

Una nota finale va fatta  infine alle “precauzioni d’uso”, alle contronindicazioni ed alle quantità terapeutiche efficaci consigliate.

La vasta letteratura scientifica ad oggi esistente (che è bene ricordare non contempla dati su donne in gravidanza ed in allattamento), per le somministrazioni alle dosi terapeutiche abitualmente consigliate, non segnala effetti secondari ne particolare tossicità. E’ comunque da tener presente che questa pianta deve essere utilizzata con molta cautela dai pazienti con grave ipertensione arteriosa (30,49) e da quelli affetti da patologie renali o cardiache ed in trattamento con anticoagulanti ( a causa del potenziale effetto anticoagulante dovuto al contenuto in ac. gamma-linolenico [50,51]. E’ sconsigliata a pazienti al di sotto dei 18 anni ed a quelli con accertata ipersensibilità ai principi attivi in essa contenuti (52).

Riguardo alla formulazione da utilizzare la forma galenica del "Macerato Glicerico" per via della facilità di assunzione nonché della diluizione dei principi attivi (che riducono i già di per se minimi effetti collaterali),  è quella preferita per l’utilizzo terapeutico. Per la somministrazione mirata alla risoluzione di affezioni allergiche e/o come antinfiammatorio, abitualmente si opera o in assunzione unica di 50/100 gocce di macerato glicerico 1 DH  la mattina al risveglio, o in alternativa con assunzioni giornaliere di 30/50 gocce due volte al giorno alle 8 ed alle 15.

Per la risoluzione dei dolori articolari e per un buon effetto diuretico si consiglia anche l’utilizzo dell’estratto secco titolato (0,54 % minimo di flavonoidi totali) in capsule o in altra formulazione, pari a 169 mg. da 1 a 3 volte al giorno, o una tazza di infuso o di the da assumere 3 volte al giorno (52).

Per concludere un suggerimento importante per tutti ……. ma soprattutto a te che in questo momento ci stai leggendo. Per aver la possibilità di continuare a seguirci “da vicino” nei nostri viaggi sul web senza eccessivi problemi,  un supporto fidato può essere proprio l’utilizzo di ribes nero. Alcune ricerche hanno infatti dimostrato che il ribes allevia la tensione oculare e lo stress visivo derivante da un intensa attività oculare dovuta all’impegno prolungato degli occhi con visione a distanza ravvicinata (53,54). Una buona scorta di ribes a portata di mano quindi, e gli impegni di lettura, che siano essi di un buon libro ….. o  semplicemente dei nostri aggiornamenti in rete su come farci aiutare dalla natura per risolvere piccoli o grandi fastidi  quotidiani, diventeranno meno gravosi. Ed i nostri occhi sicuramente ci ringrazieranno.






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